Giornalismo sotto attacco in Italia

Alla ricerca della democrazia perduta

0 0
Stiamo vivendo una delle stagioni più tristi della nostra storia recente. L’ascesa del generale Vannacci e del suo partito imbottito di “feccia” (sono parole sue, noi non ci saremmo mai permessi) sposta ancora più a destra un dibattito politico già prima avvilente e improntato all’afascismo, ossia alla negazione della natura anti-fascista della Costituzione e della Repubblica nate dalla Resistenza.
Proviamo, dunque, ad alleviare le nostre sofferenze e a tirarci su il morale attraverso tre interviste significative. Innanzitutto Annalisa Camilli, collega di Internazionale che nell’estate del 2001 aveva vent’anni e si recò a Genova a protestare contro il G8, subendone un trauma che la accompagnerà per sempre e grazie alla quale – conoscendola, posso affermarlo con certezza – è diventata la giornalista che è. A lei dobbiamo la scrittura di “Divieto di protestare” (Einaudi editore): un’analisi che, partendo proprio dal G8 di Genova, prende in esame l’ondata repressiva che ha caratterizzato il governo Meloni e, purtroppo, sta facendo scuola nel resto d’Europa. Del resto, quando sosteniamo che la matrice dell’attuale maggioranza venga da lì, non parliamo a vanvera.
Marco Revelli (“La democrazia è antiquata”, Editori Laterza), dal canto suo, fa a sua volta riferimento a Genova, ma prende in esame molti altri argomenti, compresa la disinformazione dilagante, a proposito della quale scrive: “Quando, facendo zapping su e giù per i canali, capita non solo di trovare le stesse notizie nel medesimo ordine d’importanza, con identici titoli, ma anche commenti che sembrano facsimili l’uno dell’altro, non spaventiamoci pensando a un dejà vu, a un turbamento dell’equilibrio mentale o a un momento di confusione soggettivo (al ritorno di un desiderio “indicibile” rimosso, come lo definiva Freud). È proprio così: rispondono tutti allo stesso cliché. Hanno all’origine lo stesso modello di pensiero. Rispondono agli stessi interessi e agli stessi padroni (quelli sì “indicibili”). Sono un classico esempio di omologazione che riguarda i prodotti standardizzati, generati all’interno delle stesse filiere”.
Infine, Carlo Galli (“Necessità della politica”. Raffaello Cortina Editore), che attraverso un’analisi politologica condita con significativi riferimenti storici, ci pone di fronte alla necessità di ritrovare la politica prima che la società si degradi al punto di non essere più salvabile.
Tre libri e tre personalità necessarie, insomma, più che mai in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo.
Annalisa Camilli
Marco Revelli
Carlo Galli

Iscriviti alla Newsletter di Articolo21