Giornalismo sotto attacco in Italia

Sperlongaland, la “repubblica autonoma” dove la corruzione non fa paura

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Se è vero che tutti i resoconti più intricati e incredibili iniziano in un bar, allora anche questo lo sarà.

E’ il 10 ottobre 2021 nel caffè centrale della piazza di Sperlonga, provincia di Latina, uno dei borghi più belli d’Italia. Ad un tavolo siedono il sindaco in carica Armando Cusani, Massimina De Filippis, segretaria generale del Comune, e una donna di Roma che è lì a perorare la causa di un suo amico, un sacerdote con funzioni prestigiosissime nella diocesi della capitale, ma che, qualche settimana prima, ha fatto eseguire uno sbancamento abusivo e pericoloso per l’incolumità pubblica proprio a Sperlonga; la Guardia di Finanza di Gaeta lo ha sequestrato, anche se la ditta è il proprietario si sono giustificati dicendo che dovevano riparare una perdita d’acqua. Il Comune, allertato dalla Prefettura di Latina, aveva inviato sul cantiere il tecnico dell’Utc e questi aveva attestato le irregolarità gravi. Poi, però, era intervenuta la cara amica del prelato, con un pressing rilevante sul sindaco, il quale, a sua volta, aveva chiesto alla segretaria generale di “spingere” sul dirigente dell’Urbanistica perché scrivesse un’ordinanza specificando che le opere non erano soggette ad autorizzazione. Il dirigente non lo fa, anzi dice espressamente che per quel tipo di intervento ci sarebbe voluto un progetto e non era mai stato presentato. Dunque l’operazione “soccorso-prete” era incagliata e quella mattina sindaco, segretaria e amica del prelato decidono di vedersi al bar per fare il punto… quando entra il dirigente del Settore Urbanistica, Pietro D’Orazio; era lì per la sua pausa di metà mattinata, per prendere un caffè al volo. Viene avvicinato dai tre, che gli consigliano di “prendere le distanze” dal sequestro della Finanza, ma l’ingegnere ribadisce che “lo scavo andava autorizzato”. Allora il sindaco, giusto mentre il barista sta servendo i caffè con biscottini e zucchero, lancia l’ultimo assalto all’ingegnere: “Fai questo miracolo dai!”, mettendo in campo l’ironia che può calzare ad un prete abusivo. Non funziona. Pietro D’Orazio, esausto, non risponde più nulla, saluta tutti e si allontana. Qualche mese più tardi partirà nei suoi confronti un procedimento disciplinare a firma di uno degli avventori del bar, Massimina De Filippis.

E’ così che  funziona nella libera repubblica di Sperlonga, una cittadina minuscola dove il potente e temuto sindaco Armando Cusani è stato sospeso tre volte ex legge Severino, l’ultima pochi mesi fa in concomitanza con una condanna a sei anni di reclusione per corruzione.

La scenetta del bar sarebbe sfuggita ai più se nell’autunno del 2021 non fosse già stata in piedi un’altra maxi indagine, sempre per corruzione, che ha fatto emergere un reticolo di favori praticamente su tutto e contiene un’orribile pista che porta al condizionamento delle ultime elezioni amministrative. Un intero capitolo dell’inchiesta descrive perché il voto potrebbe essere stato falsato con tanto di intercettazioni;  un altro capitolo parla del concorso falsato per far vincere una delle attuali funzionarie dell’ente. E ciò che è davvero surreale riguarda gli esiti: non è successo nulla.

Dunque: si sa che la macchina burocratica è in mano a chi è stato assunto con azioni illegali, si sa che ci sono stati problemi con il voto, si sa che il sindaco oggi sospeso e la vicesindaca che ha preso il suo posto contribuirono ad occultare la raccolta delle prove, si sa che la capo dei vigili urbani accoglieva le disposizioni indicategli dal factotum del sindaco, un ex carabiniere che non aveva alcuna posizione dentro il Comune, si sa che prima delle ultime amministrative furono fatte votare decine di residenti fittizi, si sa che i voti furono raccolti in cambio di favori di varia natura. Ma…. non è successo nulla. Sono tutti al loro posto, tranne il sindaco, sospeso per altra ragione, verso il quale resta una sorta di reverenza laica.

C’è qualcuno che ha già descritto in modo millimetrico lo stato delle cose a Sperlongaland. Si legge nell’informativa a supporto delle ultime misure cautelari di dicembre 2025: “Sperlonga è un piccolo centro di circa 2500 abitanti effettivi, caratterizzato da una mentalità popolare basata sull’idea dei favoritismi. Il Sindaco Armando Cusani governa il paese con tono apparentemente democratico, tuttavia, i fatti e le testimonianze di seguito indicati, lo riconoscono come un personaggio scaltro ed abile ad ostacolare chi non sta dalla sua parte e, allo stesso tempo, capace di favorire chi invece lo appoggia. I cittadini sono consapevoli di questo potere, d’altro canto molti di loro hanno ottenuto dalla sua amministrazione diversi vantaggi e pertanto ritengono conveniente sostenerlo politicamente. In passato l’amministrazione comunale capeggiata da Cusani è già stata oggetto di indagini per analoghe circostanze, per cui, al fine di non esporsi personalmente, attualmente lo stesso si avvale, ancor di più rispetto al passato, del suo uomo di fiducia Giuseppe Di Lelio, nonché del segretario comunale Massimina De Filippis, per attuare le sue decisioni”. Dopo la richiesta di arresti domiciliari De Filippis è andata in pensione, eliminando così uno dei motivi della necessità di misure restrittive, mentre Di Lelio è sparito dalla circolazione e di lui restano le gesta leggendarie narrate negli atti, come il condizionamento dei testimoni dell’altro processo per corruzione a carico del suo amico Cusani. Di Lelio accompagnò i testimoni personalmente il giorno in cui furono escussi, istruendoli per bene.
Ma di condizionamenti a Sperlonga, a quanto pare, se ne sono contati tanti altri. Tipo: un gruppone di residenti fittizi (quelli delle seconde case al mare) sono stati contattati perché andassero a votare alle amministrative di ottobre 2021. Se ne ha contezza in una intercettazione nella quale Armando Cusani fa riferimento ad un elenco di 200 persone stilato dai carabinieri di Sperlonga perché risultavano residenti in modo fittizio, elenco che i militari trasmisero all’Ufficio Anagrafe per le verifiche e che invece fu usato proprio per rintracciate quegli elettori realmente residenti altrove. Inoltre: gli scrutatori vengono selezionati tra gli amici; un presidente di sezione due settimane prima del volto va ad incontrare uno dei candidati della lista Cusani; lo stesso presidente la mattina del voto ha incontrato Giuseppe Di Lelio, factotum di Cusani, e hanno parlato di “qualcosa riferito a 50 schede elettorali assegnate al suo seggio, che avrebbe dovuto dirottare sulla lista Cusani”.

Quel presidente di seggio, il 2 ottobre 2021, dice a Di Lelio: “… senti un po’.. allora io ho già parlato con l’ufficio…non vorrei che mi rompono i coglioni qualcuno mi chiede… all’insediamento..io non ci faccio capire niente… cioè io ho le schede per sistemare anche loro.. quelle 50 schede che devo fare a Cusani… già mi sono messo d’accordo…”. Dagli atti dell’indagine emergono molte altre anomalie vistose circa la ricerca del voto, i favori in cambio delle preferenze,  le promesse edilizie e tanto altro, tuttavia questa storia delle schede getta un’ombra pesantissima sul voto di un centro così piccolo, dove anche  tre preferenze fanno la differenza.

Del resto che Cusani dovesse vincere era un imperativo. Ed era necessario a far stare tutti bene, come riassume egregiamente una frase sussurrata da un noto imprenditore turistico del posto al factotum di Cusani, Giuseppe Di Lelio, e intercettata dalla Procura di Latina: “io dico… uno, se oggi io vivo così… ho la casa, Peppino (Di Lelio Giuseppe ndc ) ho la casa e tutto quanto è perché quello (Cusani ndc) si è fatto sei mesi di carcere pure per noi… io lo dico a tutti quanti… io poi “acqua chiara non tiene paura dei tuoni” (proverbio locale ndc)… sei d’accordo Peppino? e lo dico anche a pensa un pò, se tu oggi stai usufruendo dove tiri il cassetto e invece di 50 euro ne stai incassando 200, devi dire perché quello ti ha portato a farti mangiare di più…”. E’ il 13 ottobre 2021, le elezioni sono ormai alle spalle e sono state vinte da Cusani e dai suoi. Con questa filosofia: a casa stiamo tutti bene.
Il resto ha davvero poca importanza. I nemici pagheranno: “… ha votato contro, mo’ ha passato cinque anni di inferno…”.E non importa se l’inferno lo si è sfiorato già.

L’indagine non ha scalfito nulla di quel sistema perché il sistema è rimasto in piedi anche se il sindaco è sospeso. Il giorno del conferimento della bandiera blu 2026, la trentesima per Sperlonga, la sindaca facente funzioni dopo la sospensione di Armando Cusani, si è firmata “vicesindaca” nel comunicato ufficiale che celebra il prestigioso riconoscimento per le acque cristalline. No, non è successo nulla.

 


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