“Salim non era un radicalizzato, non ha fatto nulla di premeditato per affermare la supremazia di una religione. Ma lo stava per fare?’ Nel ‘Due di picche’ dedicato oggi alla gravissima vicenda di Modena, Tommaso Cerno mette in fila una sequenza di pesanti domande retoriche: ‘Il fatto di non essere radicalizzato non sarà un’aggravante?’ E ancora: ‘Se anche oggi non attribuisce ad Allah il motivo di quel gesto, in fondo non è proprio lì che andava a rifugiarsi, come è già successo in Francia e in Germania, e come forse tra poco succederà di nuovo in Italia?’ Tanti ipocriti punti interrogativi per fomentare sentimenti di ostilità verso gli immigrati e contrastare ogni prospettiva di integrazione. Cerno è lo stesso giornalista che ieri, da direttore de ‘Il Giornale’, ha firmato un editoriale intitolato ‘La seconda degenerazione’, e che in tutta la settimana scorsa non ha trovato modo di spendere una parola, nella sua rubrica quotidiana su Rai2, per l’uccisione a Taranto di Bakari Sako, l’immigrato proveniente dal Mali. La Carta di Roma, il protocollo varato dal giornalismo italiano una quindicina di anni fa, non chiede di riservare ai migranti un trattamento di favore, ma di dare lo stesso risalto a vicende della stessa gravità, indipendentemente dal colore della pelle. Chi non lo fa soffia sul razzismo. Ancor meno accettabile è che questo avvenga sulla stessa rete che anni fa, con ‘Non solo nero’, aprì la strada ad un’informazione Rai finalmente attenta ai migranti e ai nuovi italiani. Il servizio pubblico non può tradire se stesso a questo modo”. Lo dichiara Roberto Natale, Consigliere di amministrazione Rai.
