Radio radicale deve continuare a trasmettere. Al di là delle legittime critiche che si possono rivolgere, a partire da come è trattata la tragedia palestinese. Ma la libertà di informazione è laicamente sacra e guai a non fare di tutto perché la Convenzione con la radio sia rinnovata. Anzi. Finalmente si sono levate alcune voci, a partire da quella autorevole della Federazione della stampa.
Speriamo, quindi, che nel provvedimento chiamato “Mille proroghe” sia inserito uno specifico emendamento. Se la legge n22 del 1998 voluta dall’allora governo dell’Ulivo evitava la chiusura dell’emittente, una necessaria stabilizzazione non vi è stata. Purtroppo.
E così ogni anno si riapre la questione. Suggerimento, dunque. Nell’auspicabile emendamento si renda definitiva la Convenzione, non a termine. Ma come mai si è arrivati a questo punto? Cosa non ha funzionato? Chi ha fatto incaute promesse? Che dicono la proprietà della radio e il Sottosegretario con delega all’editoria Barachini? Speriamo bene
