Riconoscimento legge Bacchelli a Franco Guarino

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Cari amici dell’Associazione Articolo 21 liberi di, ci siamo riusciti, al nostro collega Francesco “Franco” Guarino la presidenza del Consiglio dei Ministri ha deliberato la concessione dell’assegno vitalizio della Legge Bacchelli: “Fondo per gli interventi a favore di cittadini illustri che versino in stato di particolare necessità”.  Guarino, esploratore, reporter televisivo internazionale, inviato di guerra, profondo conoscitore di telecomunicazioni per cinquant’anni ha viaggiato per raccontare molti dei fatti che sono accaduti nel pianeta realizzando approfondimenti geopolitici, culturali e scientifici, in particolare sull’origine e diffusione di malattie epidemiche e di emergenze ecologiche e climatiche, firmando numerosi reportage sui diritti umani e sui conflitti territoriali e bellici che hanno insanguinato il pianeta: Isole Falkland-Malvine, Isole Curili, Iran, Iraq, Golfo Persico, Nicaragua, El Salvador, Etiopia, Somalia, Sudan, Mali, Uganda, Ciad, Mozambico, India, Pakistan, Vietnam, Siria, Libano, Burkina Faso, Taiwan, Ex Jugoslavia, Romania, Cipro, Colombia, Magreb, Georgia, Tagikistan. Nel 1989 era a Pechino durante i massacri di piazza Tienanmen insieme all’inviato del Tg1 Federico Scianò; in Afghanistan ha preso il tè con Mullah Omar e Osama bin Laden; in Cina è stato anche a casa di Mao Tse-Tung; ha vissuto per alcuni mesi nell’Africa equatoriale a contatto con l’etnia pigmea e per anni ha raccontato e documentato per l’Onu l’estinzione di alcuni popoli: oltre agli stessi Pigmei, gli Indios, Sherpa, Esquimesi, nomadi del deserto dell’Anatolia. Molti dei suoi lavori sono stati realizzati per le testate Rai in cui lavorava Roberto Morrione.

Il 13 ottobre dello scorso anno a nome della nostra Associazione e con le firme di alcuni amici e colleghi: Paolo Borrometi, Beppe Giulietti, Vincenzo Basili, Stefania Battistini, Stefano Corradino, Salvatore Cusimano, Paolo Berizzi, Nello Scavo, ho inoltrato la domanda alla Presidenza del Consiglio dei Ministri accompagnata dalla necessaria documentazione che comprovante il valore professionale di Franco e le sue condizioni di vita a causa di un ictus ischemico subito nel 2016 mentre era in Mali per un reportage sull’Isis, con ricaduta nel 2022.

Questo riconoscimento restituirà al nostro amico e collega un’esistenza dignitosa.


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