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Squadristi da tastiera. Abbiamo denunciato e lo rifaremo, senza arretrare di un passo

 

Un grazie alla comunità di Articolo 21 che ha generosamente dato la parola a chiunque, anche a chi, spesso, troppo spesso, si è dimenticato  di esprimere solidarietà a voi, quando siete stati attaccati, diffamati, insolentiti… Per informazioni chiedere ad Articolo 21, presidio della Campania e al presidente di Articolo 21 Paolo Borrometi.
Non ho molto da aggiungere a quanto hanno già scritto Raffaele Lorusso, Vittorio Di Trapani, Elisa Marincola, Stefano Corradino, Paolo Borrometi e Maurizio di Schino, Carlo Bartoli, Guido d’Ubaldo, per citare solo alcuni degli intervenuti.
Mai come in questo caso “il sindacato non ha difeso se stesso e i gruppi dirigenti”.

Prima di parlare ed esprimere i propri rancori, bisognerebbe almeno informarsi.
L’aggressione degli squadristi, perché di questo si tratta, è stata rivolta e lo è ancora contro la Federazione della Stampa, contro Articolo 21 e, da ultimo contro Carta di Roma. Odiano chiunque contrasti il loro disegno e, per questo, “pestano” chiunque illumini il loro progetto di diffusione del razzismo e dell’odio.
Non “pestano” i giornalisti di sinistra, ma i costruttori di ponti, di qualsiasi natura, colore politico e fede religiosa.

Nell’ordine hanno brandito i manganelli contro Angela Caponnetto di Rainews, inviata a Lampedusa, Asmae Dachan, giornalista di origine siriana, impegnata a disvelare gli orrori di Assad, Riccardo Cristiano, presidente associazione Amici di padre Dall’Oglio, sempre pronto a denunciare le  bugie contro Papa Francesco, Nello Scavo, già “sotto scorta” perché è sempre dalla parte degli ultimi, Paolo Berizzi che, ogni giorno, rivela le trame dei gruppi nazifascisti, ed è l’unico giornalista, in Europa “sotto scorta” per le minacce degli squadristi, Shadi Hamady, perché ha criticato le ordinanze del presidente Musumeci.

Che dire delle centinaia di messaggi minatori rivolti contro Andrea Scanzi e Federica Angeli che ha scoperchiato le alleanza tra Spada e neofascisti a Ostia?
Potremmo aggiungere Andrea Palladino, infamato e insultato per le sue inchieste sui “neri” e su Steve Bannon, Giorgio Mottola e la trasmissione Report, Antonella Napoli, Monica Napoli, Graziella Di Mambro, minacciate da balilla e giovani italiane, perché non arretrano di un passo nella difesa della costituzione antifascista e antirazzista, e ancora Sara Lucaroni, Nancy Porsia, Francesca Mannocchi, Cecilia Strada, David Puente e Alex Orlowsky, Arturo Di Corinto, finiti nel mirino dei sovranisti neri per la loro intelligente attività di scopritori di bugie e falsificazioni.

La lista potrebbe essere più lunga e andrebbe completata con le minacce scagliate contro decine di associazioni di credenti e non credenti, impegnate, ogni giorno, nel favorire e sostenere le politiche di accoglienza, fraternità e inclusione .
Bisognava fingere di non avere visto? Bisognava piegare il capo e mormorare “così vanno le cose del mondo?”
Chi parla di “passerelle mediatiche” ha mai raccolto la preoccupazione, l’ansia, il senso di isolamento delle colleghe e dei colleghi minacciati?
Abbiamo alzato la voce non per proteggere il Sindacato, ma l’articolo 21 della Costituzione: il dovere di informare, il diritto ad essere informati, come spesso ci è stato ricordato dal presidente Mattarella, uno che ha davvero nel cuore l’articolo 21 della Costituzione.
Queste colleghe e colleghi, spesso precari, non dovevano e non dovranno mai essere lasciati da soli.
Abbiamo denunciato e lo rifaremo, senza arretrare di un passo.

Questo è anche il mandato affidatoci dall’ultimo Congresso che, come hanno ricordato Raffaele Lorusso e Vittorio Di Trapani, ha visto prevalere, a larghissima maggioranza, la mozione che, nelle prime righe, riaffermava la scelta di stare, sempre e comunque, dalla parte della Costituzione.
Segnalo a chi finge di non sapere che, mai come in questa occasione, abbiamo registrato il consenso di tanta  parte della società civile, di una vastissima rete di associazioni che hanno capito, meglio di qualche “rancoroso”, la posta in gioco.
Un grazie  a quelle autorità istituzionali che, anche in forma privata, hanno manifestato vicinanza e confermato l’impegno a contrastare  lo squadrismo, dentro e fuori la rete.
Questa capacità di andare oltre la corporazione, ha consentito alla Federazione della Stampa, grazie al quotidiano e tenace lavoro di Raffaele Lorusso e del gruppo dirigente, di riconquistare quella legittimazione politica che ha portato il Sindacato ad essere nuovamente presente agli Stati Generali convocati dal governo.
Da quell’appuntamento  discendono i confronti in atto su equo compenso, misure per contrastare il precariato, applicazione delle norme sul diritto d’autore, contrattazione nel settore degli uffici stampa, riforma dell’editoria, querele bavaglio…
Nessuno si illuda di far deragliare il treno in corsa.

Le aggressioni di questi giorni hanno ulteriormente rafforzato la solidarietà non solo nel gruppo dirigente, ma anche nel rapporto con quasi tutte le associazioni regionali, con centinaia di colleghe e colleghi, con la rete di associazioni di non giornalisti, ma che hanno nel cuore i valori della Costituzione.
Ed ora riprendiamo il nostro percorso comune che ha tanti appuntamenti già segnati sull’agenda.
Il 2 settembre ricorderemo Graziella de Palo e Italo Toni, a quarant’anni dalla loro scomparsa in Libano.
Il giorno 3 consegneremo al ministero degli interni l’elenco completo delle minacce e degli insulti che gli squadristi hanno scagliato contro croniste e cronisti.
E non faremo mancare la solidarietà alle colleghe e a i colleghi ancora nelle carceri turche e della Bielorussia..
Il giorno 8 a Venezia ci sarà il confronto, fortemente voluto dal segretario Lorusso, con il sottosegretario Martella su modi, tempi e forme dell’applicazione delle direttive sul diritto d’autore e saranno fissate le date per portare a conclusione i confronti su equo compenso e lavoro precario.
Chiunque lo vorrà potrà partecipare e sarà accolto con piacere, ma noi resteremo dalla parte della Costituzione antifascista e antirazzista, che piaccia o non piaccia.
I passi indietro non sono previsti, quelli in avanti Sì.


Dopo l’intervista al segretario Lorusso sul sito di Articolo21 abbiamo ospitato alcuni interventi critici e le successive controrepliche. Chiudiamo qui questa querelle (non siamo né un sito sindacale né un movimento politico) per tornare a concentrarci sui temi che ci stanno più a cuore e che da 18 anni ci vedono impegnati nella difesa dell’art.21 e dei valori antifascisti e antirazzisti della Costituzione. Valori che sono da sempre il nostro faro e continueranno ad esserlo negli anni a venire. Grazie a tutti

Stefano Corradino
(Direttore Articolo21)

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