Caso Paciolla, anomalie sconcertanti sulla scena del delitto

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Se solo tre indizi fanno una prova, sono a dir poco sconcertanti la serie di anomalie riscontrate sulla scena del delitto di Mario Paciolla, ricostruita come suicidio per impiccagione, ma più di un elemento smentisce questa ipotesi. Il ragazzo italiano, impegnato come osservatore dell’Onu a San Vicente del Caguàn in un progetto di pacificazione tra governo e Farc e di riqualificazione di aree utilizzate dal narcotraffico, diversi giorni prima di essere trovato morto a casa sua il 15 luglio scorso a soli 33 anni, si era sentito con la famiglia, confessando la sua apprensione per strani comportamenti di gente a lui nota. “Mi sento sporco”, diceva alla madre…. Chiuso in casa per le misure del contenimento del contagio Covid, aveva appena comprato il biglietto aereo per tornare in Italia il 20 luglio, ma i sicari lo hanno raggiunto prima. Poco chiari anche i contrasti avuti con i suoi superiori dell’Onu. Una tensione, questa, ricostruita anche da Claudia Duque, giornalista e amica di Mario. Ed è stato proprio il responsabile della sicurezza della Missione delle Nazioni unite a San Vicente, Christian Thompson a trovare per primo il cadavere di Mario Paciolla. Lo stesso sembra aver fatto ripulire, con la complicità di quattro poliziotti colombiani, già inquisiti, la stanza del ragazzo con la candeggina, gettando in una discarica i suoi computer, carte di credito, agende, telefonini, macchine fotografiche.

Intanto la Procura di Roma ora indaga per omicidio, dopo che medico Vittorio Fineschi, ha rilevato che, secondo i primi risultati dell’autopsia, effettuata in Colombia, il ragazzo era già morto, quando gli è stato stretto il cappio intorno al collo.

Le indagini, seguite dal pm Alberto Pioletti e coordinate dal procuratore Michele Prestipino, sono state affidate ai carabinieri del Ros, il Raggruppamento operativo speciale dell’Arma, specializzato sulla criminalità organizzata e sul terrorismo, su delega della Procura di Roma, in collaborazione con gli investigatori colombiani.