Sei qui:  / Articoli / Informazione / Premio Morrione. Oltre la mascherina, la nostra voglia di fare domande. Diario dei finalisti della 9a edizione

Premio Morrione. Oltre la mascherina, la nostra voglia di fare domande. Diario dei finalisti della 9a edizione

 

“Gabri sto arrivando, dopo dieci ore di treno con la mascherina sono ancora viva!”, “va bene, ti aspetto a Termini con acqua e supplì”. Stazione: saliamo in macchina. Microfono, registratore, agenda. E mascherina, ovviamente. Non manca nemmeno il caldo afoso di metà luglio. C’è tutto. Andiamo. Ci siamo finalmente riuniti a Roma. Dopo mesi dietro uno schermo, tra videochiamate e pandemia, rivedersi è una boccata d’aria. Un po’ come rimettersi gli occhiali e riuscire a scorgere dove si sta andando. Finalmente, dopo tanta attesa, mettiamo a fuoco i dettagli.

Gli appunti di Arianna

Roma ha un gusto particolare in quest’estate post pandemica. Vuota, semideserta, a tratti silenziosa. Intima. E molto diversa dalla Roma in cui ci siamo rivisti una sera di settembre scorso, dopo una corsa folle tra metro affollate e bus in ritardo. Un caffè, ed eravamo già pronti a ripartire. Con la promessa di proporre un progetto di inchiesta al Premio Morrione 2020.

Il caffè di Gabriele

La pandemia ha dilatato il tempo, sembra passata una vita. Abbiamo iniziato a lavorare uno in Olanda, l’altra in Tunisia, senza prevedere che pochi mesi dopo ci saremmo ritrovati entrambi in Italia, pur restando a centinaia di chilometri di distanza. La pandemia ha scombussolato i piani, ma ci ha concesso il tempo necessario per approfondire il tema di cui ci occupiamo. Ed ora eccoci qui. Dopo aver impostato il lavoro a distanza, in meno di due settimane passate nella stessa città siamo riusciti a fare grandi passi avanti concretizzando idee rimaste sospese.

Così le chiamate insistenti, le attese e poi gli appuntamenti segnati sull’agenda hanno assunto una voce ed un volto. Ricominciano le interviste faccia a faccia, la mascherina non ferma la nostra voglia di porre domande. Questa seconda fase del lavoro è una discesa dopo la salita. Tiriamo il fiato. Un po’ come Roma, sostiene Gabri, che chiede tanto ma restituisce sempre tutto quanto.

di Gabriele Cruciata e Arianna Poletti, finalisti del Premio Roberto Morrione

 

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE