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Egitto, arrestata e rilasciata su cauzione Lina Attalah, direttrice del sito di informazione indipendente Mada Masr

 

Aggiornamento delle 20

È stata rilasciata su cauzione Lina Attalah, la direttrice della testata di informazione egiziana indipendente Mada Masr. Come riporta la testata stessa su Twitter, il rilascio è stato disposto dalla procura di Maadi, dove la cronista era tenuta in stato di fermo, su cauzione con il pagamento di 2.000 sterline egiziane, pari a 117 euro. La giornalista era stata arrestata in tarda mattinata mentre stava intervistando, fuori del carcere di massima sicurezza di Tora, la madre di Alaa Abdel Fattah, attivista molto noto condannato a cinque anni di reclusione per aver partecipato a una manifestazione non autorizzata.

Era solo questione di tempo. Alla fine Lina Attalah, direttrice del sito indipendente d’informazione Mada Masr – ormai l’unica voce critica in Egitto – è stata nuovamente arrestata.
Le forze di sicurezza hanno fermato la giornalista davanti al carcere di Tora, alla periferia del Cairo, dove stava intervistando Laila Soueif, madre dell’attivista per la democrazia Alaa Abdel-Fattah, che si trova nella famigerata prigione della capitale egiziana.
A darne notizia il profilo Twitter di  Mada Masr. Da quanto si apprende dal sito d’informazione da lei diretto, la Attalah è ora rinchiusa nella stazione di polizia cairota di Maadi in attesa di essere interrogata dalla procura. Nessuna conferma del fermo è giunta dalle autorità. Ma ciò non sorprende.
Lo scorso novembre, le forze di sicurezza avevano fatto irruzione nella sede di Mada Masr e trattenuto per alcune ora tre membri della redazione, i giornalisti Rana Mahmoud e Mohamed Hamama e la stessa direttrice.
La Attalah paga per aver realizzato un’inchiesta sul figlio del presidente Abdel Fattah al Sisi. Era stata la prima a dare la notizia del cambio di mansione di Mahmoud al-Sisi dal ruolo di vertice del Gis, il servizio di controspionaggio interno, a funzionario diplomatico a Mosca.
Articolo sgradito all’ex generale come la linea editoriale del sito che non ha mai risparmiato critiche al suo governo.

 

 

 

 

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