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Al San Raffaele un nuovo reparto di terapia intensiva grazie a 200mila donatori

 

Davanti alla nuova tensostruttura di terapia intensiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano c’è un grande muro colorato. C’è scritto “Questa terapia intensiva è stata costruita grazie a tutte le vostre donazioni contro l’emergenza Covid-19” insieme ad una lista degli oltre 200mila donatori che hanno partecipato alla raccolta fondi, “donatori che hanno creduto in questo progetto”.

Raccontare la campagna di raccolta fondi che ha permesso tutto questo non è semplice. Tutto inizia il 9 marzo. Fedez e Chiara Ferragni decidono di donare 100mila euro all’ospedale San Raffaele e di lanciare contestualmente una grande raccolta fondi su GoFundMe dal nome “Rafforziamo la terapia intensiva”. Nel giro di 24 ore sono stati raccolti oltre 3 milioni di euro per l’acquisto di tutte le attrezzature necessarie per triplicare i posti letto di terapia intensiva e subintensiva dell’ospedale milanese. Oggi il crowdfunding ha superato i 4,4 milioni di euro, registrando numeri da record (donazioni da circa 100 paesi del mondo, raccolta fondi su GoFundMe più grande d’Europa e sesto crowdfunding dal 2010 su GoFundMe nel mondo).

In tempi record sono stati ultimati i lavori e ieri, lunedì 23 marzo, questo nuovo reparto con 60 nuovi posti letto attrezzati di terapia intensiva e subintensiva è stato inaugurato per accogliere i primi pazienti Covid-19.

Dallo spirito di questa campagna sono nate oltre mille raccolte fondi su GoFundMe per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Dietro ognuna di esse c’è lo slancio di coloro che la propongono singole persone o team, ma anche una squadra di fundraisers a cui fare riferimento per consigli e assistenza tecnica. Così ogni singola campagna di raccolta fondi per combattere il COVID-19 è stata verificata e validata. E soprattutto garantita. La scelta di promuovere una campagna attraverso GoFundMe, infatti, assicura velocità, immediatezza, stabilità. Grazie a server internazionali che hanno permesso le visite contemporanee di milioni di utenti; verificando e processando centinaia di migliaia di donazioni grazie ai dipartimenti Trust&Safety e Happiness, che hanno seguito e controllato ogni processo della campagna lavorando 24 ore su 24. Prima che il denaro venga trasferito vengono validati – attraverso un puntuale controllo – dati, documenti e informazioni bancarie. Per far questo, oltre a garantire l’assistenza a tutti i nostri utenti, abbiamo mobilitato tutte le nostre risorse umane e tecnologiche. La comunicazione poi ha permesso la trasformazione di una raccolta fondi in una vera e propria campagna sui social media e sulla stampa.

Ma soprattutto alla base di ogni crowdfunding c’è una comunità, che si è mobilitata intorno ad una emergenza proponendo un obiettivo. Reso possibile grazie all’impegno di tutti.

La pagina Insieme contro il Coronavirus raggruppa molte delle raccolte fondi attivate dai cittadini per supportare gli ospedali da Nord a Sud dell’Italia. Tra questi l’ospedale Niguarda di Milano, il Cotugno di Napoli, l’ospedale Maggiore di Cremona, l’ospedale Sant’Orsola-Malpighi di Bologna e ancora gli ospedali di Bergamo, Parma, Pavia, Reggio Calabria, Bari e altri.

Nei prossimi giorni e settimane vedremo dunque arrivare i frutti tangibili di tutte le altre raccolte fondi attivate.

Ogni azione di GoFundMe è mossa dalla filosofia del Givesback, ovvero di una donazione da parte della stessa piattaforma alle campagne meritevoli che vogliono cambiare il mondo. In Italia per questa emergenza sono stati donati 260mila euro suddivisi tra alcune delle campagne a sostegno delle strutture ospedaliere che contrastano il coronavirus. A livello globale, in queste ore è stato attivato un programma di “restituzione” da 1,5 milioni di dollari per aiutare le comunità colpite da questa pandemia, le organizzazioni che stanno aiutando in prima linea e le piccole imprese in difficoltà.

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