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Fra allarmismi e sottovalutazioni anche i media si giocano la credibilità

 

Non sappiamo, da un punto di vista scientifico, se il coronavirus sia più grave della Sars nell’inverno 2003, sappiamo invece con certezza che questa è la prima pandemia al tempo dei social. Sappiamo anche che nessuna generazione e in nessun paese al mondo aveva mai visto mettere decine di milioni di persone in quarantena, svuotare città, bloccare trasporti, scuole, attività di ogni genere. Si parla quindi di allarmismo, si dice che la Cina voleva nascondere tutto, poi ha capito che con i mezzi di comunicazione di oggi sarebbe stato impossibile ed è passata al contrattacco, dimostrando serietà ed efficienza al punto di costruire due nuovi ospedali (prefabbricati) in due settimane.

Francamente credo che il nostro governo si sia mosso bene, capisco che i costi di questo rischio mondiale potrebbero forse essere spesi per chi ha tanto bisogno di aiuto in Italia fra malattie croniche, invalidità e malattie terminali. Lo so perfettamente, lo vivo tutti i giorni. Tuttavia giudico positivamente l’organizzazione italiana per far fronte all’emergenza, non condivido chi parla di eccessiva prudenza e non penso che si stia esagerando, penso invece che si stia dando una dimostrazione di valore del sistema sanitario italiano in tutto il mondo.

Quando è entrata in campo, a gamba più o meno tesa, la politica si sono commessi alcuni errori. Per eccesso di prudenza non si è regolamentato bene il rientro a scuola dei bambini provenienti dalla Cina. Uno sbaglio. Bisognava prevedere la quarantena e il razzismo francamente non c’entra nulla, perché il contagio va evitato anche dai cittadini di qualsiasi paese provenienti dalla Cina. Se lo hanno chiesto, formulandolo male, i governatori leghisti non significa automaticamente che sia sbagliato. Così come la scienza ha detto per prima che bisognava non andare in Cina. Il virus per ora è laggiù, e i cinesi vanno aiutati in tutti i modi a vincere questa battaglia. Ovviamente è ridicolo e penoso non andare nei negozi cinesi dove c’è gente che magari neanche conosce il suo paese di origine, è preoccupante che alcuni approfittino del coronavirus per insultare i cinesi perché li detesta, ci sono mille aspetti inquietanti.
Ma difendersi no, è lecito. Tutto ciò che può essere fatto deve essere fatto per mettere al riparo la nostra salute. Anche se comporta disagi. Ho purtroppo sentito più volte ripetere dai media che i pazienti in cura e in osservazione in Italia hanno contratto qui il virus, non è vero, il virus finora è stato contratto solo in Cina. Al ministero della salute e alla protezione civile la gente dorme sui tavoli per lavorare al massimo, stanno facendo una giusta campagna mediatica perché i cittadini si informino solo da fonti ufficiali, i media dovrebbero aiutarli in modo più concreto. Sulla medicina ci si gioca sempre la credibilità e molti cittadini sono stanchi di vedere annunciare prestigiosi farmaci per guarire di tutto e poi rendersi conto che si sta parlando di una molecola che forse diventerà un farmaco fra 30 anni, sono stanchi di sentire confondere la SLA con la sclerosi multipla, sono stanchi di sentir usare terminologie come colon irritabile che la medicina ha messo al bando da 20 anni, e potrei continuare per pagine e pagine… Vorrei che questa terribile sfida del coronavirus fosse vinta anche con il forte contributo della nostra categoria.

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