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Videomaker minacciate a Roma, la Fnsi segnalerà il caso al vice ministro Mauri

 

Episodi come quello che ha riguardato le reporter durante la commemorazione della strage di Acca Larentia, il 7 gennaio, sono «gravissimi e inaccettabili e per questo il sindacato ha voluto incontrare le due colleghe. Al Viminale e alle autorità competenti chiediamo di accendere i riflettori sul fenomeno preoccupante delle minacce a sfondo politico», spiegano Lorusso e Giulietti.

Il presidente Giuseppe Giulietti e il direttore della Fnsi, Tommaso Daquanno, hanno incontrato, insieme con l’avvocato Giulio Vasaturo, Roberta Benvenuto e Wendy Elliot, le due giornaliste videomaker minacciate durante la commemorazione della strage di Acca Larentia, a Roma, lo scorso 7 gennaio.

D’intesa con le due colleghe, il sindacato chiederà un incontro al vice ministro dell’Interno, Matteo Mauri, per segnalare quest’ennesimo caso di intolleranza nei confronti di operatori dei media da parte di gruppi di estrema destra, l’ultimo di una serie di episodi che hanno visto coinvolti numerosi giornalisti negli ultimi mesi: dai due reporter dell’Espresso, Federico Marconi e Paolo Marchetti, un anno fa, a Federico Gervasoni e Andrea Palladino, per citare le vicende più recenti, fino a Paolo Berizzi, costretto a vivere sotto scorta dopo le minacce ricevute per i suoi articoli di denuncia sulle attività di gruppi neofascisti e neonazisti.

«La Fnsi giudica questi episodi gravissimi e inaccettabili e per questo ha voluto incontrare le due videomaker, alle quali aveva già espresso solidarietà all’indomani della vicenda. Chiederemo al vice ministro Mauri e alle autorità competenti di accendere i riflettori sul fenomeno preoccupante delle minacce a sfondo politico e di garantire a giornaliste e giornalisti di poter svolgere in sicurezza il loro lavoro», dichiarano il segretario generale Raffaele Lorusso e il presidente Giulietti.

«Colleghe e colleghi videomaker – aggiungono – sono troppo spesso giornalisti precari o inquadrati come collaboratori autonomi, che non hanno alle spalle aziende che li affianchino in caso di contenziosi legali, senza tutele assicurative, senza il supporto di una troupe eppure disposti persino a mettere a repentaglio la loro incolumità e le loro attrezzature pur di onorare il diritto-dovere di cronaca. Il sindacato non li lascerà soli».

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