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Dalla parte di Segre, sempre

 

Leggo che Davide Casaleggio ha fatto causa a L’Incontro, il giornale fondato e diretto per 71 anni dall’avvocato Bruno Segre. Partigiano, combattente per i diritti civili, in prima fila per la battaglia sul divorzio con Marco Pannella e Loris Fortuna, fondatore nel 1968 del Centro Studi sul giornalismo Pestelli, socialista e consigliere comunale a Torino.

Segre, che ha la ragguardevole età di 101 anni, ha ceduto, l’anno scorso, la proprietà del suo periodico ad un gruppo di 18 soci, in parte milanesi e in parte torinesi, che hanno portato l’edizione del giornale dalla carta al web. Un articolo di novembre, a firma Riccardo Rossotto, è al centro della denuncia intentata a L’Incontro dall’Associazione Roussseau, che ha, com’è noto, al vertice Davide Casaleggio. Titolo del pezzo, che si può leggere qui: “La piattaforma Rousseau una distorsione della democrazia”.

Segre non è direttamente coinvolto nella denuncia, non essendone più nè l’editore, nè il direttore. Ma di quel periodico resta, non solo un simbolo storico, ma ancora oggi uno dei più autorevoli editorialisti. Come andrà la vicenda spetta ora agli avvocati delle parti, anche se pare difficile arrivare ad una mediazione martedì prossimo al primo incontro in tribunale.

Per quanto mi riguarda voglio esprimere all’avvocato Segre, che ho imparato a conoscere bene in questi anni di presidenza del Centro Studi sul giornalismo Pestelli (di cui Segre è stato fondatore più di 50 anni fa), tutta la mia fraterna solidarietà. So benissimo che le beghe giudiziarie contro i giornali sono tentativi di far tacere le voci scomode. E a Casaleggio non sfugge nemmeno questa piccola realtà editoriale. Tuttavia, Segre merita rispetto, per quello che è stato, per i valori per cui ha combattutto, per quello che ha dato alla democrazia e alla libertà non solo di Torino, ma dell’intero Paese.

Vederlo involontariamente al centro di una causa giudiziaria, lui che ha lottato per anni nei tribunali in difesa dei diritti civili e umani, addolora, più di qualsiasi altra considerazione politica.

Caro Bruno, sto con te. Sempre e comunque.

#iostoconsegre

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