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Impeachment: Trump sempre più nervoso

 

“232 voti contro 196. La spaccatura dentro la Camera del Congresso americano è netta e non promette nulla di buono,perché i repubblicani sono compatti dietro il presidente Trump e lo saranno ancora di più al Senato dove hanno la maggioranza. Solo  due democratici hanno votato contro  la risoluzione passata ad Halloween con la quale in pratica  sono state fissate le regole dell’inchiesta su Trump che prevede udienze pubbliche e pubblicazione di documenti sensibili.  La vicenda è quella della telefonata con il neo eletto presidente ucraino Zelensky nella quale Trump avrebbe chiesto di indagare sul suo avversario alla presidenza, l’ex vice di Obama, Joe Biden e su suo figlio, manager in un’azienda ucraina.I democratici vogliono capire se ci sia stato abuso di potere e interferenza nel processo democratico degli Stati Uniti. I contenuti della telefonata sono stati resi pubblici ma con degli omissis ed è proprio la lettura della trascrizione che ha scatenato la decisione di avviare un’inchiesta  sul comportamento di Trump.  Non saranno mesi facili quelli a venire e la campagna presidenziale per la Casa Bianca si preannuncia violentissima con Trump e i suoi  fedelissimi che non risparmieranno colpi di ogni tipo. I Democratici hanno resistito  mesi all’avvio dell’inchiesta formale,ma con il voto di ieri  la procedura di messa in stato di accusa,impeachment, è partita. Ha delle regole molto complesse e ci sono solo due precedenti  nella storia americana. “ E’ in gioco la nostra democrazia,ha affermato la speaker Nancy Pelosi in un’aula affollata e tesa. E’ probabile che al Senato, dove serve una maggioranza dei due terzi, la procedura si arresterà, ma la decisione democratica ha un significato tutto politico:  è guerra aperta con Trump e lo scontro in atto a Washington  polarizzerà ancora di più il paese. Il presidente è in difficoltà,nega di avere agito illegalmente, si sente accerchiato e lo si capisce scorrendo i suoi numerosi  tweet delle ultime ore. “ E’ la più grande caccia alle streghe della storia americana” accusa e poi si difende ribadendo che nella sua telefonata con il presidente ucraino Zelensky non c’era nulla di sbagliato. “Era perfetta. Leggete la trascrizione”, dice,ma la giovane deputata Alexandria Ocasio Cortez gli replica:”è proprio perché l’abbiamo letta che oggi abbiamo votato per andare avanti con  l’inchiesta. Trump rilancia  con una provocazione:“1600Pennsylvania Avenue, l’indirizzo della Casa Bianca, è il posto che ho scoperto di amare e dove voglio stare altri 5 anni.” Annuncia quindi di avere cambiato residenza. Non abiterà più New York, tanto ingrata con lui nonostante la montagna di tasse locali versate, e si trasferirà nel  suo resort di Palm Beach in Florida. Stessa scelta farà anche Melania. Prosegue intanto il lavoro dell’Intelligence Committee che sta ascoltando i testimoni presenti o in ascolto durante la telefonata di Trump con il presidente ucraino Zelensky. E’ stata proprio la rivelazione anonima di uno 007  a sollevare dubbi sull’azione del miliardario. Difficile capire quali saranno i tempi del processo in atto. Poiché il Senato è compatto dietro a Trump, ai democratici conviene tirarla il più a lungo possibile tenendo il presidente sulla graticola, senza arrivare alla chiusura dell’inchiesta. Si prevede  un  Trump sempre più nervoso e scomposto, alle prese  anche con l’altra inchiesta sul  Russiagate, quella  con  risvolti romani che ha portato il ministro della giustizia Barr a cercare tra i nostri 007 una versione alternativa alle accuse mosse ai collaboratori di  Trump di avere avuto  contatti con i russi per mettere in difficoltà la Clinton e destabilizzare così  la campagna per la presidenza del 2016.   Una situazione che non promette niente di buono anche fuori dagli Stati Uniti. Ieri Trump  è arrivato persino a dire che L’Italia dovrebbe uscire dall’Europa durante un’intervista con il sovranista sostenitore della Brexit e campione di democrazia Nigel Farage. Un clima a dir poco tossico dal quale stare alla larga, anche se appare difficile schivare le schegge impazzite della battaglia in atto oltreoceano.

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