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BookCity, Antonella Napoli presenta “L’innocenza spezzata”, il suo nuovo libro. A rappresentare con lei Art. 21 anche Roberto Rinaldi

 

Da mesi vive sotto sorveglianza dopo aver ricevuto minacce dei Fratelli Musulmani per le inchieste in Sudan e in Egitto, da cui è rientrata da poco. Nonostante questo Antonella Napoli, membro dell’ufficio di presidenza di Articolo 21 e giornalista esperta di politica estera, continua a raccontare l’Africa, illuminando crisi e conflitti che spesso restano nel cono d’ombra dei media mainstream.
Domani a BookCity, al Museo delle culture di Milano, alle ore 16, la direttrice del magazine “Focus on Africa”, che ha ricevuto la Medaglia di rappresentanza della Presidenza della Repubblica, presenterà il suo nuovo libro “L’innocenza spezzata”, Edizioni Gorée.
Con Antonella Napoli,  il direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, e Rossella Miccio, presidente di Emergency. Modera Roberto Rinaldi, componente del direttivo del Sindacato Trentino Adige dei giornalisti e Articolo 21. Sarà presente Chiara Cavallo,  editrice di Focus on Africa, che ha dedicato un numero speciale a BookCity.

Partendo dal tema dell’ultima opera della Napoli i relatori discuteranno e analizzeranno le emergenze dimenticate in Africa e in altre ‘periferie’ del mondo.
Editorialista e analista di questioni internazionali per importanti testate nazionali, come Repubblica, L’Espresso, Il Dubbio, Left e molte altre, Antonella Napoli ha realizzato reportage in Libano, Siria, Birmania, India, Botswana, Uganda, Congo, Sudan, Repubblica Centrafricana e altri stati africani e mediorientali. Dal 2019 dirige ‘Focus on Africa’, il primo magazine italiano dedicato al continente africano.
Dal 2016 coordina la campagna “Free Turkey Media” in Italia e ha seguito, insieme ad altri osservatori internazionali, i processi ai giornalisti turchi arrestati con false accuse di propaganda del terrorismo.
Nel 2013 ha ricevuto la Medaglia d’oro di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica per il libro reportage, divenuto una mostra itinerante, “Volti e colori del Darfur”.
Nel 2018 le è stato assegnato il premio Freelance international press.
Autrice di vari libri, tra cui il best seller “Il mio nome è Meriam” pubblicato nel 2015 da Piemme e tradotto in sei lingue e pubblicato in 8 paesi, ha ricevuto ripetute minacce da estremisti islamici e ambienti neofascisti e neonazisti italiani.
Lo scorso giugno, attraverso una lettera recapitata alla Federazione nazionale della stampa i Fratelli Musulmani sudanesi, facendo esplicito riferimento alla sua attività professionale, le hanno intimato di non tornare più in Sudan: “Pensi di essere al sicuro ma fratelli musulmani sudanesi sono anche in Italia e ti conoscono bene. Stai attenta perché la prossima volta non ci limiteremo a una lettera” l’esplicita minaccia contenuta nella missiva per la quale è stata disposta nei confronti della giornalista una sorveglianza quotidiana.
Lo scorso gennaio a Khartoum, capitale sudanese dove si era recata per raccontare le rivolte contro il regime del presidente Bashir, poi deposto da un golpe, è stata fermata e trattenuta per alcune ore dalle autorità locali per impedirle di documentare quanto stesse avvenendo.
È stata l’unica giornalista occidentale a realizzare un reportage sulle ricolte in Suda, “Bashir, la resa dei conti” andato in onda su Tv2000 nell’aprile 2019, con il quale ha anticipato quanto poi avvenuto con la destituzione del presidente dittatore.
Anche dal fronte interno Antonella Napoli è stata più volte raggiunta da insulti e da minacce sui social per il suo vibrante ruolo pubblico su Twitter e Facebook. Sugli episodi di intimidazione e lesivi della dignità della giornalista, a seguito delle sue denunce, sono stati avviati dei procedimenti giudiziari.
La sua ultima opera, “L’innocenza spezzata”, che presenta a BookCity, pubblicato da Edizioni Gorée, parla della piaga devastante dei bambini soldato, la storia vera di una piccola guerrigliera di cui la Napoli ha raccolto la testimonianza in Uganda.

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