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Morto Francesco Saverio Borrelli, fu a capo del pool Mani Pulite

 

E’ morto a Milano Francesco Saverio.Borrelli, ex procuratore di Milano negli anni dell’inchiesta Mani Pulite. L’ex magistrato, in pensione dal 2002, era malato da tempo e si è spento all’Istituto Nazionale del Tumori. Aveva 89 anni. Il suo nome è legato soprattutto alla stagione di Tangentopoli: fu lui a spedire all’allora leader socialista Bettino Craxi il primo avviso di garanzia. Le sue dure prese di posizione a difesa delle toghe lo hanno reso icona dello scontro tra potere politico e magistratura : celebre soprattutto lo slogan “resistere, resistere, resistere come su un’irrinunciabile linea del Piave” lanciato dal palco dell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Milano durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario nel 2002, poco prima di andare in pensione, per difendere l’indipendenza della magistratura messa a rischio dal pacchetto di riforme “punitive” dell’allora governo Berlusconi. Suscistarono fortissime polemiche anche le parole rivolte nel dicembre 1993 ai candidati delle successive elezioni politiche: “Se hanno scheletri nell’armadio, li tirino fuori prima che li troviamo noi”. Nato nel 1930 a Napoli, dopo la laurea in giurisprudenza Borelli entrò in magistratura nel luglio 1955 come pubblico ministero. La sua carriera ultra quarantennale è legata soprattutto alla città di Milano. E’ nel capoluogo lombardo che nel 1983 divenne procuratore aggiunto, per poi essere nominato procuratore capo nel 1988. Dopo l’arresto di Mario Chiesa che nel febbraio 1992 diede avvio al ciclo di inchieste note come “Mani Pulite”, creò il famoso “pool” di magistrati incaricati di indagare esclusivamente sullo scandalo che segnò la fine della Prima Repubblica: una squadra composta da Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo, Ilda Boccassini e Francesco Greco, ora procuratore capo a Milano. Nel 1999 chiese e ottenne la nomina a capo della Procura Generale, incarico che mantenne per il successivo quadriennio. La sua carriera non si concluse con la pensione scattata nel 2002. Quattro anni dopo, nel 2006, l’allora commissario straordinario della Figc, Guido Rossi, lo volle a capo dell’ufficio indagini della Federazione, incarico che Borrelli  lasciò nell’anno successivo. Amante della musica classica, nello stesso 2007 fu nominato presidente del Conservatorio di Milano.

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