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Tavolata italiana senza muri. 15 giugno in venti città italiane

 

L’Italia si siede a tavola nei luoghi simbolo delle città e delle cittadine italiane per ribadire che nel nostro Paese nessuno è escluso. Sono già più di 20 le città e le cittadine italiane dove sarà imbandita in contemporanea, nei loro luoghi simbolo, il prossimo sabato 15 giugno alle 12,00 la Tavolata italiana senza muri, un’iniziativa promossa da FOCSIV –Volontari nel mondo in collaborazione con il Municipio I Centro Storico d’intesa con MASCI -Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani.

Dopo l’esperienza della “Tavolata romana senza muri”, organizzata in Via della Conciliazione lo scorso ottobre, a seguito delle richieste giunte da più parti di ripetere l’iniziativa e di esserne promotori, a fronte di un clima politico – sociale in un crescendo di odio razziale e di scelte nefaste a discapito dei migranti sempre più incapace a dare risposte concrete alle disuguaglianze e assistendo alle prime conseguenze negative del Decreto Sicurezza crediamo che sia più che mai importante tornare a parlare con e tra le persone e che anche il semplice gesto di condividere un piatto di pasta seduti insieme intorno allo stesso tavolo possa servire a ricreare un nuovo modo di pensare l’altro.

Se la Tavolata di ottobre ha avuto un valore fondante, questa nuova iniziativa vuole essere ancora più significativa: dobbiamo risvegliare le coscienze dei nostri concittadini, è necessario invertire la narrazione, è urgente ricreare il tessuto sociale ritrovando nelle nostre radici il senso profondo della convivenza e della comunità.

Non solo, quest’anno ricorre il trentennale della Caduta del Muro di Berlino, in un’Europa che torna innalzare muri questa ricorrenza ci ricorda quanto sia necessario tornare a quel messaggio di fratellanza europea di spinta verso la costruzione di un futuro di pace che quell’evento storico rappresentò.

Tutti insieme per chiedere che si torni ad accogliere e ad integrare, che nessuno rimanga indietro, che l’altro è la speranza di un Occidente che invecchia e si chiude sempre più in se stesso. Siamo chiamati a dare un segnale, ad invertire la rotta per evitare derive gravi verso le quali ci stiamo dirigendo, dobbiamo ripartire dalle nostre lunghe esperienze di chi ha costruito ponti, di chi cerca di realizzare di un futuro sostenibile per tutti in quel grande progetto disegnato da Papa Francesco nella “Laudato Sì”.

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