Sei qui:  / Articoli / Migrazioni / Le diaspore Med-Africane sono una risorsa

Le diaspore Med-Africane sono una risorsa

 

«Il ruolo delle Diaspore med-africane in Italia è essenziale per facilitare l’inclusione dei nuovi arrivati e per contrastare possibili derive jihadiste o terroristiche, non solo per promuovere progetti di co-sviluppo nei Paesi d’origine», afferma Janiki Cingoli, presidente del Centro italiano per la pace in Medio oriente (Cipmo), presentando il Convegno Migrazione, Accoglienza, Inclusione, Co-sviluppo. Il ruolo delle Diaspore Med-Africane – Anno III. Elementi di policy nazionale e locale che si terrà a Roma il 14 marzo presso la Camera dei Deputati dalle 15 alle 18,30 (Auletta dei Gruppi parlamentari in Via di Campo Marzio 78).

Dare voce alle organizzazioni diasporiche e alle loro proposte, far conoscere esperienze concrete sul territorio e favorire canali di contatto e di comunicazione tra le istituzioni e le organizzazioni nazionali – che talora procedono e operano in parallelo senza incontrarsi – è l’obiettivo del Cipmo.

«C’è un trend internazionale irreversibile – rileva la vice ministra degli Esteri Emanuela C. Del Re –, del quale la politica deve tenere conto: la comunità a cui si appartiene non è necessariamente quella di residenza. Il ponte che le diaspore creano tra mondo di origine e mondo di residenza permette un passaggio fluido a livello politico economico e sociale. La politica deve partire dalla risorsa rappresentata dal doppio senso di appartenenza delle comunità diasporiche, che ci aiutano a conoscere meglio la vastità del mondo. Diaspora è casa, l’ho già detto varie volte e lo ripeto. Spero che l’Italia possa essere una casa del mondo e nel mondo».

«L’attenzione mediatica – prosegue Cingoli – è ancora troppo concentrata sugli arrivi di persone che approdano sulle nostre coste e ai passaggi alle frontiere di rifugiati e richiedenti asilo; il dato reale dovrebbe essere un altro: i sei milioni di persone di origine straniera che già vivono, lavorano e risiedono in Italia. Crediamo sia arrivata l’ora di ragionare concretamente su un fenomeno che va oltre “l’emergenza”. L’obiettivo del Cipmo – che collabora con il Centro studi della rivista Confronti – è quello di facilitare, anche nel medio periodo, i processi d’inclusione dei nuovi arrivati e contrastare possibili radicalizzazioni sul territorio nazionale – conclude Cingoli –. Il ruolo delle comunità diasporiche è fondamentale».

Riflessioni che il Cipmo (dopo il recente «Summit delle Diaspore» tenutosi lo scorso dicembre 2018 a Milano dedicato al Co-Sviluppo) promuove realizzando anche diversi progetti sul territorio nazionale in collaborazioni con enti e istituzioni.

«Le diaspore sono laboratori di resilienza e d’integrazione sociale attraverso le proprie organizzazioni culturali e religiose – rileva Claudio Paravati, direttore del Centro studi Confronti –. È dunque necessario fare di tutto per sostenere le attività e le iniziative già presenti sul territorio illuminandone le – buone – pratiche, le eccellenze, e che talvolta anche per via di quadri legislativi vetusti, come nel caso della libertà religiosa, non riescono a esprimersi al meglio, e a contribuire alla ricchezza della nostra società».

L’Iniziativa (promossa dal Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente in partnership con la Centro Studi e Rivista Confronti e la collaborazione del Centro Studi e Ricerche Idos – Dossier Statistico Immigrazione, del Centro Piemontese di Studi Africani (Csa) e del Centro Studi di Politica Internazionale (CeSpi), sostenuta dall’Unità di Analisi, Programmazione, Statistica e Documentazione storica del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), prevede un intervento di Berthin Nzonza, responsabile staff Mosaico, Azioni per i rifugiati, nonché rappresentante per l’Europa nel Consiglio esecutivo della Comunità evangelica di azione apostolica (Cevaa) e volontario per le attività diaconali presso la chiesa valdese e che all’Agenzia stampa Nev, ha dichiarato: «Chi mi vede da fuori si chiede se io sia integrato o no. Leggono sulla mia pelle che sono straniero. I migranti sono sempre stati considerati degli oggetti. Il convegno del 14 marzo rappresenta uno spazio di protagonismo per i migranti come soggetti che portano un contributo alla comunità».

Programma:

ore 14.30 Registrazione partecipanti

ore 15.00 Apertura lavori

Presiedono:

Janiki Cingoli, presidente del Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente (Cipmo)

Claudio Paravati, direttore del Centro Studi e Rivista Confronti

Welcome speech:

Lia Quartapelle, membro della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati

Intervento di apertura:

Emanuela C. Del Re, vice ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

Una panoramica della situazione:

Antonio Ricci, vice presidente del Centro Studi e Ricerche Idos

Panel I: La voce delle Diaspore Med-Africane

Introduce e modera:

Cleophas Adrien Dioma, coordinatore del Gruppo di lavoro Migrazione e sviluppo del Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo

Intervengono:

Marie Thérèse Mukamitsindo, presidente della Cooperativa sociale Integrata A.r.l. Karibu di Latina, vincitrice del Moneygram Awards 2018

Ouejdane Mejri, presidente dell’Associazione Pontes – Mediterraneo, docente all’Università di Roma Tre e al Politecnico di Milano

Diye Ndiaye, assessore alla Pubblica Istruzione e Cooperazione Internazionale del Comune di Scandicci, presidente dell’Associazione dei Senegalesi di Firenze e Circondario e Presidente di Fasi – Federazione delle Associazioni Senegalesi in Italia

Berthin Nzonza, responsabile Staff Mosaico Azioni per i rifugiati

Ada Ugo Abara, membro del direttivo del CoNngi – Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni Italiane e responsabile dell’associazione Arising Africans di Padova

Panel II: La risposta delle Istituzioni

Introduce e modera: Rando Devole, sociologo, esperto di migrazioni

Intervengono:

Lorenzo Fioramonti, vice ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Nicola Molteni, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno (tbc)

Tatiana Esposito, direttrice Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

Leonardo Carmenati, direttore Vicario dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS)

Daniela Di Capua, direttrice del Servizio centrale Sprar/Siproimi

Carlos Talamas, responsabile dell’Ufficio Relazioni Internazionali di Formaper – Camera di Commercio di Milano, Monza, Brianza e Lodi

Conclusioni:

Armando Barucco, capo Unità di Analisi, Programmazione, Statistica e Documentazione storica del Ministero degli Affari Esteri e della Co

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE