Giornalismo sotto attacco in Italia

Alessandro Gamberini: “Non archiviate Ustica”

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In questa stagione di revisionismo storico galoppante, corriamo un rischio che non può passare in secondo piano: che cadano nell’oblio alcune fra le vicende più atroci della nostra storia recente. Prendiamo, ad esempio, il processo relativo alla strage di Ustica (27 giugno 1980), quando il DC9 dell’Itavia venne abbattuto causando ottantuno vittime. Cosa accadde davvero quella notte nei cieli italiani? Qual era il vero obiettivo del missile che, secondo non poche ricostruzioni, avrebbe colpito un aereo civile che nulla c’entrava con la guerra a quanto pare in atto nella zona del Tirreno? Era davvero rivolto al colonnello Gheddafi, il cui aereo, in viaggio verso la Polonia per ricambiare una visita di cortesia al generale Jaruzelski, improvvisamente fece marcia indietro?
Posto che, come sostiene l’avvocato Alessandro Gamberini, legale di parte civile dei familiari delle vittime, le ricostruzioni peritali hanno escluso da tempo l’ipotesi della bomba a bordo dell’aereo e che anche la pista palestinese è stata ormai dichiarata fasulla, è arrivato il momento di far luce sui punti oscuri che tuttora caratterizzano la vicenda: depistaggi, rogatorie senza risposta, documenti NATO ancora da approfondire (li desecretò il governo Renzi ma, per il momento, non sono stati presi in adeguata considerazione) e ruolo della politica italiana, nelle opere ma soprattutto nelle omissioni.
Come abbiamo sempre fatto, noi di Articolo 21 saremo al fianco di Daria Bonfietti, dell’avvocato Gamberini e dei familiari delle vittime, in nome di una verità ancora da cercare e di una giustizia ancora da rendere a quasi cinquant’anni di distanza. Ustica non si archivia o, quanto meno, anche se in autunnodovesse essere archiviata a livello giudiziario, noi non la archivieremo.


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