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Clima di intimidazione a Ostia, la teste chiave non si presenta al processo per la testata a Piervincenzi

 
L’ultima udienza (del 14 maggio) per l’aggressione alla troupe di Nemo da parte di Roberto Spada ha riservato due novità inquietanti e, come tali, rivelatrici del clima mafioso che si respirava ad Ostia quel 7 novembre del 2017 in cui il giornalista Daniele Piervincenzi ha riportato gravi lesioni mentre stava facendo un servizio insieme all’operatore Edoardo Anselmo. Per quell’episodio sono appunto imputati davanti al Tribunale di Roma, Roberto Spada e Ruben Nelson Alvez Del Puerto, entrambi presenti in aula tramite collegamento video dal carcere in cui si trovano detenuti e ai quali il pubblico ministero Giovanni Musarò contesta, oltre alle lesioni, l’aggravante del metodo mafioso. In questa udienza doveva essere sentita una teste importante, Rita De Silvestro, citata già tre volte ma che non si presentata senza alcuna giustificazione e per questo alla prossima udienza del 13 giugno sarà accompagnata dai carabinieri. Secondo la ricostruzione del pm la De Silvestro potrebbe aver evitato l’aula in quanto intimidita dal  recente incendio doloso della roulotte del figlio, avvenuto lo scorso 8 maggio a Ostia. Il figlio della donna aveva un debito con Roberto Spada e dunque il rogo potrebbe essere stato un avvertimento poiché la signora era chiamata proprio a
riferire delle intimidazioni subite dal clan Spada affinché liberasse l’immobile delle case popolari di Ostia ove risiedeva, per renderlo disponibile all’organizzazione criminale. Al fine di dimostrare il collegamento tra le due circostanze il pm ha chiesto di allegare agli atti del processo l’informativa sull’incendio e a tale richiesta si sono associati i legali delle parti civili, compreso l’avvocato Giulio Vasaturo presente in questo processo per la Fnsi e il Consiglio  nazionale dei Giornalisti.
Ancora il pm ha messo in risalto l’anomalia del comportamento del medico che per primo ha visitato e refertato Daniele Piervincenzi, il quale avrebbe inspiegabilmente diagnosticato una lesione lievissima, nonostante l’evidente gravità dei danni fisici subiti. A giudizio del pm tale diagnosi sarebbe da ricondurre all’intento del medico di evitare l’arresto di Roberto Spada che sarebbe stato immediato

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