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Tributo di Articolo 21 a Jan Kuciak al liceo Cavour con i ragazzi del Concorso “Rileggiamo l’Art. 21 della Costituzione”

 

E’ stato un tributo emozionante, sentito, quello in ricordo di Jan Kuciak, giornalista ucciso in Slovacchia per le sue inchieste sui panama papers e i legami di affaristi in Slovacchia con la ‘ndrangheta, dei ragazzi degli istituti che partecipavano a un incontro a Roma, al liceo Cavour, sul concorso “Rileggiamo l’Art. 21 della Costituzione” promosso da Articolo 21.

All’esortazione del presidente della Federazione nazionale della stampa, Beppe Giulietti che ha introdotto l’iniziativa, promossa e moderata da Renato Parascandalo,  e raccontato l’uccisione del collega freddato con un colpo di pistola mentre era con la compagna, tutti i ragazzi sono scattati in piedi per un minuto di silenzio.

E il loro coinvolgimento non si è limitato a questo. Il prossimo 2 maggio saranno protagonisti, insieme a noi di Articolo 21 e al presidente e al segretario della Federazione della stampa italiana, di un’iniziativa alla vigilia della Giornata internazionale per la libertà di informazione che sarà dedicata ai giornalisti sotto attacco in Turchia e ai colleghi che per fare liberamente il proprio lavoro hanno perso la vita, come Jan Kuciak e Daphne Caruana Galizia.
Dopo l’introduzione di Giulietti è intervenuta Antonella Napoli, giornalista e membro del direttivo di Articolo 21, che ha presentato il quadro delle violazioni della libertà di stampa nel mondo ricordando le cifre sconvolgenti degli operatori dell’informazione uccisi o in carcere nel 2017, focalizzando l’attenzione sulla situazione turca, dove sono stati recentemente condannati all’ergastolo 6 giornalisti e che a breve vedrà arrivare a sentenza un altro processo che coinvolge i redattori e i vertici editoriali di Cumhuriyet, storico quotidiano di opposizione che vede alla sbarra 18 suoi dipendenti e collaboratori.
Ha preso poi la parola Paolo Borrometi, presidente di Articolo 21 che da anni vive sotto scorta per aver scritto degli affari mafiosi nel ragusano. Oltre a dare una sua personale testimonianza ha raccontato delle difficoltà che incontrano anche gli altri giornalisti minacciati, in Italia sono 19, e costretti a vivere un’esistenza con un regime di tutela che inevitabilmente limita le proprie libertà. ‘Condannati’ per aver fatto il proprio dovere mentre chi li minaccia, la maggior parte delle volte, resta libero.

Dopo la visione di un video intervento di Giuliano Amato, membro della Giuria del Concorso, ha concluso l’incontro la costituzionalista Paola Marsocci, che ha illustrato gli aspetti fondanti dell’Articolo 21 e ha risposto alle domande degli studenti sugli altri dettamk della Costituzione.
Realizzato in collaborazione con il Miur, la Fnsi, l’Associazione Italiana Costituzionalisti e l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, il concorso “Rileggiamo l’Articolo 21 della Costituzione” è un invito rivolto agli studenti perché possano riflettere non solo sul diritto a informare ed essere informati, ma anche sulle regole che devono presiedere alla circolazione delle notizie su Internet: il più grande spazio di discorso pubblico che l’umanità abbia mai conosciuto, uno spazio in cui sono immersi, a vario titolo, per diverse ore al giorno; ma il concorso è anche un pretesto per mettere in luce le straordinarie potenzialità insite nella rivoluzione digitale; per discutere e proporre rimedi a problemi scottanti come le fake news e le post-verità, il cyberbullismo, la violazione della privacy e le campagne di odio; per comprendere quanto la libertà d’espressione sia diffusamente violata e oppressa in diverse aree del pianeta (262 giornalisti imprigionati nel 2017), e quanto allarmante sia la concentrazione di potere nelle mani delle “cinque sorelle” che dominano la Rete.

 

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