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Mille teste contro una testata. Oggi tutti ad Ostia. Contro il malaffare. Per la legalità

 

Mille teste contro una testata, armati solo ed unicamente di penne, di taccuini e della Costituzione. E’ così che oggi andremo ad Ostia (dalle ore 17, in piazza Anco Marzio), tutti insieme: giornalisti e cittadini, associazioni e privati perché l’unico obiettivo è far comprendere che la paura non ci fermerà mai, né ad Ostia né in Calabria o in Sicilia.

Non è un caso che l’incontro di ieri in Federazione Nazionale della Stampa, con il Ministro dell’Interno Marco Minniti, si sia concentrato proprio sul diritto di informare, capovolgendolo come un dovere. I cittadini, per decidere liberamente da che parte stare, hanno diritto ad essere messi in condizione di informarsi e le informazioni le avranno tramite noi giornalisti.

Le idee, così come le nostre inchieste, possono piacere o meno, ma vanno espresse. E’ con questo spirito che, come Articolo 21, ancora una volta saremo presenti. Quel principio costituzionale a tutti così caro deve essere itinerante e, simbolicamente, si sposterà ovunque ce ne sarà bisogno. Da Ostia andremo in Campania, fino a toccare qualsiasi territorio per dare forza al racconto di giornalisti liberi, di cittadini liberi di scegliere. Qui, tra noi, non c’è nessuno che vuole diventare “eroe”, ci sono colleghe e colleghi che stanno provando a non scendere a patti con la propria coscienza ed a difendere la sacralità della libertà di espressione. Colleghe e colleghi spesso isolati, delegittimati, derisi ed additati, con linguaggi d’odio, aggressioni fisiche e con le cosiddette querele temerarie. Ma ci sono colleghe e colleghi che pensano che mille teste siano più forti di una testata, così come una penna sia forte di una pistola.

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