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Taranto-Ilva. Il wind-day e la città invasa dal minerale. Storia di una silenziosa tragedia

 

Taranto. Il 24  ottobre la città è stata invasa con particolare interesse nelle zone limitrofe al siderurgico. Centinaia di foto e video hanno i social, la popolazione è sopraffatta fa rabbia e stanchezza.  I bambini restano in casa, non si vede nulla. Un incubo. Una nube di polvere s’alza prepotente e tutto diventa grigio, poi rosso. Un inferno. Il Ministro Calenda dichiara surreale il fatto di impugnare il DPCM per l’Aia, ma qui le cose peggiorano. Tutto il Paese ha visto le nubi di minerale che hanno mostrato un’unica sfumatura di grigio. Quella dell’aria irrespirabile delle zone adiacenti il siderurgico. Sembrava d’essere sotto le torri gemelle a N. Y. L’11 settembre. Le polveri mortali che impediscono di vedere, camminare. Vivere!
Il presidente della Regione Puglia Emiliano  interviene dalla sua pagina Fb
Oggi una vera e propria tragedia le polveri sottili scagliate nell’aria dal vento a Taranto provenienti dai parchi minerari dell’Ilva. Solo pochi giorni fa l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha diffuso un’indagine nella quale è stato accertato che le polveri sottili uccidono qui ed ora migliaia di persone in tutto il mondo e che sono micidiali. Quei parchi avrebbero dovuto essere coperti già da anni eppure si chiede da parte degli acquirenti Ilva una proroga per l’adozione di questa prescrizione indispensabile per salvare vite umane. Ma nessuno si preoccupa. Meno che mai il governo ed il Ministro Calenda, che addirittura non vuole la Regione Puglia ed il Comune di Taranto al tavolo Ilva per ricattare i lavoratori facendogli accettare esuberi e veleni senza il supporto della loro Regione e del loro Comune.

Il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci oggi in una nota dichiara :Apprendiamo  da fonti giornalistiche dell’intenzione del Ministro Calenda di riconvocare il tavolo della vertenza Ilva a Roma per il prossimo martedì 31 ottobre. Confidiamo che restino per l’appunto delle indiscrezioni.

Poiché, se fosse vero, anche in questa occasione, il Governo avrebbe perduto l’occasione di coinvolgere gli enti locali in una trattativa che è tutt’altro che confinabile all’aspetto sindacale, come certune sigle vorrebbero far intendere, agitando gli spettri di possibili strumentalizzazioni politiche, non si sa bene a tutela di quale interesse esterno a Taranto.

Spiacenti, la realtà dei fatti è che senza il Comune di Taranto e la Regione Puglia semplicemente non si potrà dare compiuta attuazione ad ogni qualsivoglia programma per la riqualificazione degli esuberi, per l’avvio delle bonifiche, per la salvaguardia dell’indotto, per il monitoraggio del piano ambientale. Questo atteggiamento del Governo continua a ferire una comunità che ha dato troppo e ormai non accetta scelte calate dall’alto o ricatti volti a separare tutte le articolazioni della vicenda, occupazionali ed ambientali.

Immaginiamo che il Ministro ed i suoi colleghi abbiano potuto visionare le fotografie dell’ultimo wind day a Taranto, quello è il cuore della transizione e il nodo delle future relazioni tra territorio e azienda. Per tale motivo, considerati i numerosi segnali di disattenzione del Governo, che non consegnano affatto alla nostra comunità un quadro di serenità, specie nell’assenza dei dettagli del piano industriale, il Comune di Taranto ha dato mandato ai propri uffici legali di impugnare nella sede competente il Dpcm dello scorso 29 settembre.

Nel contempo, nella mattinata odierna il Sindaco ha convocato i vertici di Arpa e Asl per dare corso ad una revisione del protocollo previsto per i wind day, in stretta aderenza all’aggiornamento che la Giunta Regionale ha già avviato della Delibera n. 1944/2012, relativa all’approvazione del piano contenente le prime misure di intervento per il risanamento della qualità dell’aria nel quartiere Tamburi per gli inquinanti benzo(a)pirene e pm10, come redatto ai sensi dell’art. 9 comma 1 e 2 del D.Lgs. 155/2010.

Tra le misure in corso di introduzione, che è bene ricordarlo rivestono carattere precauzionale e dovrebbero venire disposte comunque a valle dell’intervento ancora disatteso della copertura dei parchi minerali, il Civico Ente sta disponendo per la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado del quartiere Tamburi nei giorni segnalati dall’Arpa, quindi a cominciare dalla giornata di domani 25 ottobre, una campagna informativa ai cittadini maggiormente incisiva, la pulizia degli spazi cittadini a carico del soggetto inquinante nei giorni successivi all’evento, di concerto con i tecnici autorizzati un ciclo di ispezioni straordinarie finalizzate a verificare l’ottemperanza da parte delle industrie coinvolte dell’obbligo di contenimento della propria produzione e della maggiore filmatura del materiale in giacenza durante i predetti wind day.

A proposito di tali ultime iniziative, siamo certi che la Regione Puglia vorrà presto dare esecuzione al proprio indirizzo di implementare sostanzialmente la pianta organica dell’Arpa operante a Taranto, consentendo un maggiore presidio delle questioni derivanti dal piano ambientale e favorendo questa rinnovata sinergia con il Comune di Taranto e l’Asl, che si prevede possa rapidamente estendersi alla tematica dell’avvio operativo delle bonifiche dell’area tarantina.
Taranto adesso ha consapevolezza, ma al tempo stesso ha i vertici istituzionali che intendono chiedere voce in capitolo.
Nelle immagini il minerale rosso ha tinto tutto intorno. Lo fa sempre, ogni giorno. E nei maledetti wind days questo minerale arriva nei polmoni, oltre che sui balconi, lo respira la gente che si ammala irreparabilmente.

Foto di Vincenzo Aiello

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