Sei qui:  / Articoli / Culture / Dal Territorio / LOMBARDIA / Morto il chitarrista Tom Petty. “Un grande performer” diceva di lui Dylan

Morto il chitarrista Tom Petty. “Un grande performer” diceva di lui Dylan

 

E’ morto a 66 anni a Malibu per un attacco di cuore il grande chitarrista americano Tom Petty. “Non voglio essere una di quelle persone che hanno successo ma sono infelici. Non è così che deve andare la mia vita” aveva detto in un’intervista di qualche anno fa, mentre l’amico Bob Dylan ha definito la notizia “devastante”, aggiungendo era un grande performer, pieno di luce, un amico, e non lo dimenticherò”.

Si chiamava Thomas Earl Petty ed era nato a Gainesville, capoluogo della Contea di Alachua, dove si trova l’Università della Florida, una delle più prestigiose degli Stati Uniti. Grande appassionato di rock sin da bambino aveva imparato a suonare la chitarra da solo quando era ancora un ragazzino di 14 anni e successivamente si era trasferito in California dove esibendosi con i Mudcrutch incontrò Mike Campbell e Bemmont Tench con i quali formerà, insieme a Stan Lynch e Ron Blair, la band degli Heartbreakers. E’ del 1976 l’album di debutto “Tom Petty & the Haertbreakers” e l’anno dopo il singolo “Breakdown” entra nella classifica dei Top 40. Dopo la pubblicazione del secondo album “You’re Gonna get it” la casa discografica per cui incidevano gli Heartbreakers fallisce e Petty sarà costretto a fare un tour impegnativo per sostenere i costi della causa chiamandolo appunto Lawsuite Tour, ma è proprio in questo periodo che conquista il maggior successo commerciale con l’album “Dawn the Torpedoes” che vince il disco di platino. Dopo la sostituzione del bassista Blair con Howie Epstein la band pubblica nel 1985 l’album “Southern Accents” cui collabora Dave Stewart, ma una frattura alla mano sinistra lo costringerà a stare fermo per oltre 8 mesi. Pubblica però un video del singolo “Don’t Come around here no more” in cui appare travestito da Cappellaio matto di Alice nel paese delle meraviglie.

Il Tour del 1986 sarà un grande successo, verrà inciso nell’ album live “Pack up the planation” e a quel punto Bob Dylan inviterà la band ad accompagnare il tour mondiale del 1987 partecipando direttamente, nella canzone “Jammin me Petty”, al successivo album del gruppo “Let me up (I’ve had enough)”. In seguito Petty prende parte al progetto di All Star Travelling Wilbuyrs in cui suonano oltre a Dylan anche George Harrison e Roy Orbison. Nel 1989 Petty registra come solista “Full moon river” prodotto da Jeff Lynne e il disco raggiunge la Top Ten della rivista Billboard rimanendovi per più di 34 settimane, grazie ai singoli “I Won’t back down”, “Free Fallin” e “Runnin down a dream”. Con il successivo “Into the geat wide open”, del 1991, si riunisce agli Heartbreakers, ma nel 1994 pubblica il suo secondo album da solista, “Wildflowers”, prodotto da Rick Rubin che la critica ritiene uno dei suo dischi più riusciti. Nel 1996 realizza la colonna sonora del film Il senso dell’amore di Edward Burns e l’ultimo album significativo sarà “Echo” pubblicato nel 1999 perché il doppio del 2002 “The last DJ” verrà bocciato dalla gran parte della critica. Seguiranno “Higway Companion” nel 2006, “Mudcruth” nel 2008 con la sua prima band, “Mojo” di nuovo con gli Heartbreakers nel 2010 e infine “Hypnotic Eye” nel 2014. Nel 2002 era entrato a far parte della Rock and Roll Hall of Fame. Si legge che pochi giorni prima di morire aveva tenuto “tre magnifici concerti a Los Angeles” e un articolo del Corriere della sera del 20 ottobre 2009 scritto dopo un suo concerto italiano titolava “La rimpatriata di Tom Petty, fuoriclasse anni settanta”.

Leggi:

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE