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Con Don Biancalani contro le minacce dei neofascisti

 

Forse è arrivato perfino di momento di dover fare una “scorta mediatica” a un parroco che dice messa. La vicenda del paese vicino Pistoia dove don Massimo Biancalani è stato minacciato dai fascisti di Forza Nuova per aver portato un gruppo di migranti in piscina, a sue spese, e averli mostrati su Facebook, contiene purtroppo dei segnali drammaticamente significativi del tempo che stiamo vivendo.
Massimo Biancalani è il parroco di Vicofaro (Pistoia) salito suo malgrado alla ribalta delle cronache soprattutto per la scomposta reazione di Matteo Salvini che sui social ha scatenato minacce e insulti contro il sacerdote “colpevole” di aver portato un gruppo di migranti in piscina. Ma la colpa peggiore di don Massimo è stata quella di scrivere che “razzisti e fascisti” sono suoi nemici, perché non seguono la dottrina della Chiesa. Lui, del resto, è un sacerdote…

Una dichiarazione che in Italia non dovrebbe creare alcuno scandalo. L’Italia repubblicana, al contrario di quella fascista, non è uno stato razzista. E la Costituzione è una costituzione antifascista. In quanto cittadino italiano Massimo Biancalani ha solo ribadito l’ovvio. In quanto sacerdote ha solo messo in pratica i precetti del Vangelo. Ciononostante Biancalani è stato pesantemente insultato, diffamato e minacciato su Facebook. E’ arrivata ovviamente anche Forza Nuova. Il gruppo di Pistoia ha infatti deciso e annunciato che domani andrà a “monitorare” l’operato del parroco e a “vigilare” sulla celebrazione della Messa. Il vescovo di Pistoia affianca a don Massimo il suo vice in segno di solidarietà. Si dovrebbe commentare increduli che sono cose da pazzi! E invece sono vere, accadono nella civile e suadente Toscana nell’anno 2017.
A rincarare la dose si sono aggiunte le dichiarazioni di tale Luciano Cabras, sempre di Forza Nuova, che non ha fatto mistero del vero obiettivo che intendono perseguire: papa Francesco. Cabras ha letteralmente dichiarato che Bergoglio è come il finanziere Soros e che bisogna combatterlo in nome dei veri valori della cattolicità.

Sappiamo da tempo che sono di stampo fascista gli autori delle campagne di odio contro papa Francesco attraverso volantini e manifesti. Vediamo ogni giorno che passa il venire men nella società e soprattutto nella politica – tutta – dei valori della solidarietà e dell’accoglienza: valori fuori moda per chi crede che tutto vada quotato in borsa e diventare finanza, valori che nessuno insegna più e che stanno determinando una avversione verso le organizzazioni umanitarie e di volontariato, innescata, non a caso da governi sostanzialmente neofascisti che spaziano dall’Ungheria alla Polonia e che gli altri stati europei finanziano a caro prezzo.
Per questo ci sentiamo in dovere di mandare un messaggio di vicinanza e di “scorta” a don Massimo e per lo stesso motivo io, credo, personalmente, che ogni rigurgito di fascismo vada perseguito sulla base di ciò che detta la Costituzione italiana e le leggi del nostro Stato, ancora democratico. Senza alcuna sottovalutazione, perché di questi tempi la sottovalutazione di fatti di questo genere è altamente pericolosa per il futuro.

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