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I Siciliani giovani. Orioles: “Un vero e proprio patto generazionale”

 

“Rischiare la pelle per tre euro e senza contratto. Ma davvero voi italiani ci volete così?”. Una frase che chiama i cittadini, ma anche i giornalisti, alle proprie responsabilità. Spicca in giallo sulla copertina disegnata da Mauro Biani per l’ultimo numero dei Siciliani giovani presentato il 10 luglio presso l’FNSI. Responsabilità e coraggio/dovere di lottare sono le parole chiave dell’incontro con Riccardo Orioles, Luca Salici, Attilio Bolzoni, Giuseppe Giulietti ed Elisa Marincola. La portavoce di Articolo21, così come il presidente dell’FNSI, ha colto questa importante occasione per rilanciare la necessaria costituzione di un Osservatorio su mafia e informazione che sia promosso dal servizio pubblico. In un contesto, quello italiano, in cui la deriva delle querele temerarie e delle minacce ai giornalisti è sempre più preoccupante.

Nel presentare il nuovo numero della rivista antimafia, Riccardo Orioles ha voluto affermare poi la necessità di un vero e proprio patto generazionale: dall’allargamento del tesserino da giornalista alle nuove figure professionali, cioè ai giovani precari dell’informazione non riconosciuti come professionisti; al “bollino di qualità” sindacale ed etico per le testate. “Siamo noi” – ha detto Orioles – “i caposervizio, i caporedattori, gli ormai intoccabili che dobbiamo ribellarci se c’è un collega giovane che prende 400 euro”.

Un patto che, tra le pagine dei Siciliani, è già realtà: le firme dei pilastri dell’antimafia si alternano a quelle di cronisti giovani, ma non per questo meno validi. È lo stesso Orioles a definire rivoluzionario il progetto di Luca Salici che dà la possibilità a tutti di impaginare il proprio giornale on line, per costruire una rete dal basso e condividere le esperienze editoriali. L’obiettivo è puntare sulla “nuovissima generazione” perché possa farcela.

“Sono anni che in Sicilia c’è tanta omertà -ha concluso il giornalista di Repubblica Attilio Bolzoni- “anche dai parte dei giornalisti. Se in passato si sparava adesso si uccide in altro modo: con l’isolamento, le minacce, le querele. Con l’arrivo di questo giornale, della collusione tra mafia e magistrati, imprenditori, politici, ne sapremo un po’ di più”.

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