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8 storie sul lavoro raccontate al CaterRaduno

 

Narrare le proprie vite attraverso l’esperienza lavorativa. Raccontare storie speciali, a volte divertenti a volte drammatiche, attraverso lavori che cambiano e passioni che rimangono invece sempre le stesse. E’stata questa la scommessa di “risorse umane” l’iniziativa organizzata durante il CaterRaduno di Senigallia dai conduttori della trasmissione radiofonica Caterpillar: Massimo Cirri, Sara Zambotti, Filippo Solibello, Cinzia Poli, Claudia de Lillo, Marta Zoboli, Marco Ardemagni, Paolo Labati. Ciascun conduttore ha scelto un testimonial con una storia da raccontare in 8 minuti. Alessandra Farabegoli si occupa di digital strategy sin dall’inizio degli anni 90 quando molte aziende non ne volevano sapere e dicevano che internet avrebbe funzionato solo in America. Racconta della bellezza di un lavoro che ti costringe a fare i conti con tutto quello che di nuovo si presenta. E’ una formatrice free lance ed ogni anno organizza un free lance camp che rappresenta un’occasione di confronto sulle gioie ed i dolori dei lavoratori indipendenti. Massimo Mennitti è un generale che comanda la legione dei carabinieri del Trentino Alto Adige. E’ originario della Val Venosta in Alto Adige e fin da bambino è stato abituato a convivere con le differenti tradizioni linguistiche e culturali. Una vocazione all’armonizzazione delle differenze che è stata per lui sempre preziosa. Enrico Bertolino, comico e personaggio televisivo, ricorda il suo esordio professionale come bancario.” Vi do un consiglio- dice ai tanti spettatori presenti al teatro la Fenice- non seguite il famoso  monito di Steve Jobs stay hungry stay foolish. Al contrario, bisogna avere paura. Stay pavidi. Nella mia vita ho aperto molte porte, ho creato correnti d’aria ma non sono mai entrato. Dopo la frase del 1968 lavorare meno tutti lavorare tutti, e quella che ha caratterizzato il periodo successivo: lavorare in nero lavorare tutti vi suggerisco un’altra frase: lavorare meglio lavorare tutti”. Le storie si susseguono e con queste le professioni ed i luoghi del lavoro. Ugo Cornia e la scuola, Caterina Spiezio ed il rapporto con gli animali, la ragazza arbitro di rugby maschile a livello internaziaonale.

Nives Meroi parla del fascino della scalata, dell’economIa del gesto e del pensiero che è alla base del rapporto con la montagna e della cordata speciale che la tiene unita al marito. E poi Andrea Satta, pediatra e cantante dei Têtes de Bois. Racconta di come in una societá sempre più frammentata nella quale le tangenziali hanno sostituito le piazze, ci si incontra ormai quasi soltanto negli ambulatori dei pediatri. Ed è là che Satta si è inventato il gruppo delle mamme narranti, dove ogni mamma della più diversa nazionalità racconta alle altre la favola con la quale si addormentava da bambina. Perché niente unisce di più che condividere l’universo narrativo della nostra infanzia. ” Io non faccio il pediatra ed il cantante- ricorda Satta- io sono pediatra e cantante”. Forse ha ragione Massimo Cirri:” se il lavoro disegna la nostra identità il segreto é essere poligami”.

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