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“Se toccano una toccano tutte”. Migliaia a Roma per dire basta alla violenza sulle donne

 

Se toccano una toccano tutte. Non importa che l’Italia in questo momento sia o appaia lacerata da questioni politiche. Per le donne sono scese migliaia di persone: ne erano previste 100mila ma secondo la leader  di Iodecido erano 200mila. Grande assente la sindaca di Roma: “Raggi brilli per l’assenza” cantavano. Ma le voci si alzavano in coro soprattutto per sentirsi unite e uniti: ragazze e donne di ogni età sono arrivate a Roma da tutta Italia per dire che la violenza maschile non è accettata e che nessuna deve essere lasciata sola; gli uomini che oggi hanno manifestato, erano lì per dire, con striscioni o sorrisi, la stessa cosa.

Un corteo che non finiva mai ha attraversato il cuore di Roma, partendo da piazza della Repubblica fino ad arrivare a piazza San Giovanni passando per via Cavour; dalla finestra della loro casa due donne, fiere dei loro capelli bianchi, rivolgendosi alla folla sotto di loro fanno il simbolo della vagina con le mani. Scattano gli applausi. Un attimo dopo però, via Cavour ritorna seria: è percorsa dal dolore e dalla dignità: i centri antiviolenza avanzano uno dopo l’altro e portano alto con i loro striscioni il nome di una donna uccisa da chi diceva di amarla. Anche il sole si inchina e le strade di Roma diventano rosse. Rosse come rosso è il sangue di chi è stata strappata alla vita con violenza, come il rossetto, come il simbolo dell’universo femminile disegnato sui volti delle donne e degli uomini.

La manifestazione si conclude con un’assemblea pubblica e il confronto continuerà anche domani con incontri focalizzati sulla costruzione di un piano per contrastare il femminicidio. A partire dagli interventi nelle scuole per insegnare sin da subito la parità di genere. Dai tavoli di discussione nascerà un documento dal basso, partecipato da tutte e tutti e voluto da un femminismo nuovo. Oltre all’associazione Dire, ad organizzare una delle manifestazioni più partecipate degli ultimi anni, sono state la Rete Io decido e l’Unione donne d’Italia: organizzazioni che lavorano costantemente e con fatica, che sono presenti sul territorio molto più di quanto non sembri.

In Italia oltre cento donne ogni anno vengono uccise, la maggior parte in casa, la maggior parte dagli uomini che avevano giurato di amarle. Ai femminicidi poi, si aggiungono le violenze domestiche che spesso non vengono neanche denunciate per paura, nella speranza che cambi qualcosa quando invece non cambia niente. E sono quasi 7 milioni le donne che nella loro vita hanno subito almeno una forma di abuso. Ma oggi nessuna è rimasta chiusa in se stessa a soffrire di una violenza patita; oggi in testa al corteo c’era la determinazione di dire basta alla violenza e di gridare: “Per le donne morte non basta il lutto, pagherete caro, pagherete tutto”.

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