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Bavaglio turco, la solidarietà non va in vacanza

 

A poco più di un mese dal vero o presunto colpo di Stato non si placa la repressione in Turchia. E’ notizia di questi giorni di nuovi arresti di giornalisti che si aggiungono alle centinaia di colleghi fermati. E’ il pugno di ferro di Erdogan, che colpisce il mondo dell’informazione, quello della scuola e perfino quello dello sport.

La nostra solidarietà non va in vacanza, continuiamo ad essere preoccupati per quello che sta accadendo in Turchia e siamo pronti a mobilitarci ancora, molto presto. Qualsiasi trattativa internazionale per ripristinare le libertà di opinione e di informazione in quel paese è andato finora fallito. La democrazia continua ad essere messa a repentaglio, in un regime che continua ad attuare la repressione.

Il mese scorso abbiamo organizzato, al fianco della Fnsi e di Articolo 21, un sit in davanti all’ambasciata turca, poi una delegazione guidata da Giulietti e Lorusso ha incontrato il ministro Gentiloni alla Farnesina. La Turchia è un Paese che ha una situazione drammatica per quanto riguarda l’informazione e che continua ad aggravarsi. Erdogan procede allo sterminio di ogni forma di dissenso e di opposizione.
Anche nel rispetto degli equilibri della politica estera e delle alleanze internazionali non si può ignorare quello che sta accadendo in Turchia, non si può continuare a chiudere gli occhi sulle violazioni dei diritti. I gravi problemi dell’informazione in Turchia devono riguardare tutti i giornalisti, anche in Italia. Una grande organizzazione che si occupa della difesa dei diritti dei colleghi turchi sarà più forte ad affrontare anche le vertenze che ci attendono nei prossimi mesi.

Continuiamo a esprimere la nostra solidarietà, offrendo i nostri spazi di libertà, dando voce sulla rete ai colleghi turchi che sono stati fermati. Offriamo i nostri canali di informazione per fare da cassa di risonanza alle voci libere in Turchia. Auspichiamo che anche il Governo italiano si faccia portavoce in Europa della questione della tutela dei diritti civili e delle libertà in Turchia, e tra queste della libertà di informazione.

La Fnsi con Articolo 21 e Pressing NoBavaglio dopo il sit davanti all’ambasciata di Turchia hanno proposto di organizzare una iniziativa internazionale a sostegno della libertà di informazione in Turchia, anche coinvolgendo il governo e gli organismi internazionali della categoria. Anche le organizzazioni internazionali, a cominciare dalla Ifj e dalla Efj, hanno aderito all’iniziativa che rilanciamo per poterla mettere in pratica presto, entro settembre. Perchè la solidarietà non va in vacanza.

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