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Roma, blitz della polizia alle tendopoli del Verano. Tensioni tra gli immigrati

 

Una strada stretta a doppio senso. Ci passa un’auto a mala pena. Ma metà della via è occupata da decine e decine di migranti. Sono accampati in tende, generosamente donate dai volontari del Centro Baobab, da Medici per i Diritti Umani, la Croce Rossa, Save the Children…
Sono le tante associazioni che da quando sono iniziati gli sbarchi hanno deciso di occuparsi delle donne, degli uomini e dei bambini in fuga da guerre, dittature, fame, carestia.
Il Centro Baobab di via Cupa a Roma aveva una struttura precaria ma era quantomeno un luogo chiuso nel quale si potevano fornire servizi e aiuti con maggiore facilità. Ma i volontari, e ovviamente i migranti – ne sono passati oltre 35mila – da lì sono stati sfrattati ed oggi i profughi in transito, in attesa di raggiungere i loro familiari nel nord Europa sono costretti a dormire all’aperto.
C’è Amir. E’ arrivato dall’Eritrea. Lui e altre centinaia di migranti erano partiti su due barconi, uno dei quali è affondato con decine di donne e uomini a bordo. Lui è riuscito miracolosamente a saltare sul barcone rimasto a galla. Ma negli occhi ha ancora le immagini dei suoi compagni di viaggio scomparsi nel mare del Mediterraneo. C’è Adam. Viene dal Sudan. Si sforza di sorridere anche quando ricorda che è scappato dalla guerra…
Rainews24 si è recata tra le tendopoli per incontrarli, parlare con loro e con i volontari delle associazioni. Con Alberto, Andrea, Sergio, Stefania e tutti quelli che dall’alba alla notte fanno i turni per assicurare assistenza, cibo, vestiti. E per dare conforto, sostegno. Per rispondere alle loro domande. Per condividere un sorriso.
Ci parlano della situazione precaria dal punto di vista igienico e sanitario e lanciano nuovamente un appello alle istituzioni – e al sindaco che sarà eletto con il ballottaggio – affinché si trovi una soluzione immediata per dare ai migranti una risposta adeguata e dignitosa.
All’indomani del nostro servizio le forze dell’ordine si sono catapultate sulla strada che ospita i profughi etiopi, eritrei, somali, sudanesi… E li hanno portati con loro, in gruppi di trenta. Non è uno sgombero, ci tengono subito a spiegare, ma una procedura di identificazione “tesa a garantire indispensabili standard di sicurezza e maggiore decoro, anche agli stessi immigrati”.
Ma il blitz avviene all’improvviso. Armati, con le mascherine sulla bocca, chiudono l’accesso da ambo i lati della strada. Qualcuno si impaurisce. Un immigrato, alla vista improvvisa degli uomini in divisa afferra un paio di forbici rivolgendole verso i propri polsi con l’evidente intento di un gesto estremo. Fortunatamente, nei pressi, c’è Sergio, un volontario del Baobab che evita il peggio.
La polizia conduce settanta di loro in Commissariato e nel più vicino centro di identificazione. Poi in serata la gran parte di loro tornano tra le tendopoli in via Cupa, altri alloggeranno presso una struttura della Croce Rossa.
E domani? E dopodomani? E quando, con l’arrivo dell’estate i flussi aumenteranno?

“Crediamo che l’intervento di oggi sia uno spot a un giorno dalle elezioni e in vista del ballottaggio” ci dice Andrea Costa, volontario del Baobab. Accorgersi solo adesso che c’è della gente senza la giusta accoglienze è quantomeno strano. Questi migranti sono quelli sopravvissuti agli sbarchi della settimana scorsa che tanto hanno commosso opinione pubblica, politici e giornalisti. Fuggono da dittature, torture campi che sono veri e propri lager. Non lo meritano. E’ una vergogna. Credo che, come Italia ed Europa questa nostra indifferenza prima o poi la pagheremo. La pagheremo tutta. E cara”.

*Il servizio di Rainews24

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