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“Le parole di Peppino sono un messaggio di rottura, di impegno civile”

 

Io devo difendere mio figlio, politicamente, lo devo difendere. Mio figlio non era un terrorista. Lottava per cose giuste e precise. Un figlio che glielo diceva in faccia a suo padre: ‘Mi fanno schifo, ribrezzo, non li sopporto… Fanno abusi, si approfittano di tutti, al Municipio comandano loro’… Si fece ammazzare per non sopportare tutto questo”. Sono le parole di Felicia Impastato, madre di Peppino, ucciso dalla mafia il 9 maggio di 38 anni fa. Parole che Felicia ripeteva instancabilmente senza il timore di ripercussioni.
Alcuni giorni fa presso la sede Rai di viale Mazzini è stato presentato un film a lei dedicato, diretto da Gianfranco Albano e prodotto da Rai Fiction e “11 marzo film” che andrà in onda martedì 10 maggio in prima serata su Rai1.

Giovanni (nella foto) fratello di Peppino ha ricordato vari episodi che riguardavano la madre. “Tanti ricordi struggenti – ripete Giovanni – ma uno rimane memorabile: quando lei punta il dito contro uno dei più grandi boss criminali del secolo scorso, Gaetano Badalamenti, e lo indica come l’assassino del figlio.  Tra qualche giorno la ricorrenza della morte di Peppino, un appuntamento che il fratello Giovanni vuole celebrare senza retorica. “È importante ricordare Peppino con l’impegno quotidiano, con il lavoro di analisi e di studio che portiamo avanti ogni giorno. Ma noi soprattutto facciamo le cose che faceva Peppino. Dalla musica, alle lotte sociali all’impegno culturale”. Sono giornate burrascose anche sul fronte dell’impegno antimafia. Quella di Pino Maniaci di Telejato e le intercettazioni che lo riguardano è una brutta vicenda che fa molto discutere. “Io credo che non sia più il momento delle chiacchiere e dei proclami degli esibizionisti” afferma Giovanni Impastato. “Bisogna lottare per cambiare una triste realtà e va fatto con umiltà. Non abbiamo bisogno di eroi dell’antimafia o bei tenebrosi che subiscono minacce poi messe in discussione…  Per questo noi cerchiamo di diffondere le parole di Peppino, che sono un messaggio di rottura, di impegno civile ma soprattutto educativo per le nuove generazioni. I giovani di oggi hanno bisogno della storia di Peppino e di Felicia”.

Ad interpretare il ruolo di Felicia Impastato è una Lunetta Savino che si è preparata a lungo per cogliere i vari aspetti di questa donna straordinaria che ha vissuto quasi novant’anni – il prossimo 24 maggio sarà il centenario della nascita – nonostante tutto quello che ha dovuto subire e sopportare. “Una donna resistente”, spiega l’attrice Lunetta Savino a Rainews. “Una madre-madre, legatissima al figlio ma anche una cittadina, una donna di grandissimo coraggio, fiera di essere quello che era e che va avanti fino alla fine senza mai cedere. Una donna diversa dagli stereotipi della donna siciliana. Lei rifiuta il ruolo di siciliana che deve piangere in solitudine la morte del figlio. Apre la porta di casa e continua a raccontare al mondo suo figlio fino allo stremo delle sue forze”.

L’intervista-video a cura di Stefano Corradino pubblicata sul sito di Rainews

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