Elezioni Grecia. Le nuove sfide di Tsipras

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I risultati delle elezioni politiche in Grecia sono importanti da almeno due punti di vista. Il primo è che non è indifferente che a guidare il Paese sia il primo ministro che in questi ultimi ha condotto le trattative con l’Europa e rappresenta, con Syriza, anche più o meno tutte le forze di centro-sinistra, cioè Alexis Tsipras o se invece a rappresentarlo sia il leader di Nuova Democratia  che si ispira ai vecchi equilibri superati in qualche modo dai grandi avvenimenti intervenuti con il culmine della crisi economica e sociale.

Già perché, negli ultimi anni, l’economia greca si è bruscamente contratta. Molti indicatori come il Pil pro capite e i consumi stanno tornando oggi ai valori del 2000 dopo un periodo di boom cui ha seguito una dolorosa recessione. Ma il livello di disoccupazione è esploso raggiungendo livelli molto alti e l’andamento degli indicatori di povertà fornisce solidi argomenti a chi segnala la percentuale alta di popolazione in stato di grave deprivazione materiale.

Inoltre, fino ad oggi almeno, la battaglia contro la corruzione e una migliore distribuzione delle medicine amare richieste dalla commissione europea avrebbero reso più sopportabile la situazione.
Non sappiamo- e sapremo soltanto nei prossimi giorni- quale sarà il nuovo equilibrio che caratterizzerà  l’orizzonte parlamentare e politico della Grecia ma al di là degli aggiustamenti che si determineranno nelle prossime ore o giorni resta la difficoltà di affrontare una situazione economica e sociale molto difficile e una serie di scadenze di ogni genere che non potranno essere né dilazionate né accantonate.

Da tutto questo dipenderà se la Grecia incomincerà ad uscire dall’abisso in cui è piombata con la crisi oppure no e il problema-lo sappiamo tutti-si riproporrà di nuovo ma non sappiamo ancora quando per l’Italia che è in condizioni sicuramente migliori ma che non può sbagliare neppure questa volta.


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