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Yemen, un inferno che peggiora di ora in ora. Centinaia di bambini vittime in pochi giorni

 

L’inferno dello Yemen sembra peggiorare di ora in ora. Dagli attentati del 20 marzo, in cui hanno perso la vita circa duecento persone, il Paese è precipitato in un vortice di violenze e di scontri tra nord e sud, sciiti e sunniti. Una guerra civile che ha ben presto coinvolto altri attori regionali. Le vittime sono oltre un migliaio. Molti di più gli sfollati.
La situazione è complessa ed è ormai chiaro che la battaglia iniziata a Sana’a stia assumendo sempre più i contorni di uno scontro finale per il futuro del Medio Oriente.

Non a caso la coalizione intervenuta per contrapporsi ai ribelli, che hanno costretto alla fuga il presidente Abd Rabbo Mansour Hadi e gran parte del suo governo, è guidata dall’Arabia Saudita, sunnita, che non ha esitato a mettere in campo le sue forze armate per frenare l’avanzata sciita supportata dall’Iran.
L’impatto che i combattimenti e i bombardamenti stanno avendo sulla popolazione civile, e in particolare sui bambini, ha raggiunto proporzioni allarmanti, aggravando una situazione umanitaria già drammatica.
Uno degli episodi più gravi, il raid aereo sul campo profughi di al Marzaq nel governatorato di Hajjah, ha provocato la morte e il ferimento di un alto numero di civili, almeno una cinquantina. Oltre alle istallazioni che ospitano gli sfollati, gli attacchi hanno colpito anche ospedali, strutture sanitarie, scuole e altre infrastrutture di base.

A nulla è valsa la richiesta dell’Alto commissario per i diritti umani dell’Onu, rivolta a tutte le parti in conflitto, di garantire la protezione della popolazione inerme e il rispetto del diritto internazionale umanitario.
Gli scontri cruenti nella città portuale di Aden nel sud dello Yemen, dove i seguaci dell’imam Abdel Malik al Houthi hanno conquistato il palazzo presidenziale, sono destinati a trasformarsi in una carneficina con lo sbarco imminente delle forze impegnate nell’operazione di terra internazionale sotto la guida saudita.

L’obiettivo della coalizione è di respingere i ribelli, creando attorno alla città un cordone di sicurezza. Il contingente multinazionale istituirà al suo interno una base che gestirà, insieme a quella di prossima apertura ad Hajjah, altra località strategica, le truppe sul terreno.
Il dispiegamento sarà ‘coperto’ e supportato dai bombardamenti aerei sulle postazioni sciite, con inevitabili, ulteriori, ‘effetti collaterali’. Le vittime civili.
La popolazione yemenita, duramente colpita, ha visto ‘mietere’ anche vite giovanissime: Impressionante il numero di bambini uccisi, un centinaio in pochi giorni. E il peggio deve ancora arrivare.

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