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Pakistan, ora anche la televisione è blasfema

 

Mentre cresce la mobilitazione per impedire che Asia Bibi, la cristiana condannata a morte nel 2010 per “blasfemia”, venga impiccata, una vicenda paradossale ci dice che in Pakistan la persecuzione della libertà d’espressione con la scusa dell’offesa alla religione islamica è molto più sistematica di quanto si pensi.

Il 26 novembre un tribunale ha condannato a 26 anni di carcere Mir Shakil-ur-Rahman, proprietario dell’emittente Geo Tv e dello Jang Media Group, l’attrice Veena Malik, suo marito Asad Bashir e Shaista Wahidi, una donna divorziata che aveva fatto un’ospitata a una trasmissione giudicata “offensiva”. I quattro dovranno pagare anche una multa di 1,3 milioni di rupie pachistane, all’incirca 10.800 euro.

La presunta “offesa” era andata in onda su Geo Tv a maggio. I due sposi, Veena Malik e Asad Bashir, avevano celebrato nuovamente in studio il loro matrimonio col sottofondo di un brano sacro della musica qawaali che esalta la vita e gli insegnamenti del profeta Maometto e racconta il matrimonio di Fatima Zahra, figlia del profeta, col cugino Alì.

Gli imputati sono stati processati in contumacia. Mir Shakil-ur-Rahman vive da tempo lontano da Pakistan, mentre Malik e Bashir sono fuggiti all’estero a causa delle minacce di morte ricevute dopo essere stati incriminati per blasfemia.

Shaista Wahidi ha fatto un’imbarazzata autocritica in diretta tv e ha a sua volta lasciato il paese. Nondimeno, in patria hanno continuato ad attaccarla, addirittura diffondendo in rete il video di un asserito bacio appassionato con Mir Shakil-ur-Rahman. Peccato che, invece del proprietario di Geo Tv, si trattasse dell’ex marito. Molto meglio delle minacce di morte sono risultati gli entusiasti commenti di alcuni utenti di Internet nei confronti della performance…

Questo processo pare l’atto finale dell’accanimento del potere giudiziario pachistano contro Geo Tv. Ad aprile il suo principale conduttore, Hamid Mir, aveva accusato l’Isi (Inter-Services Intelligence, i servizi segreti) di aver tentato di ucciderlo.

Il 6 giugno, dopo la denuncia per blasfemia, l’Autorità per le telecomunicazioni aveva sospeso la licenza di Geo Tv per 15 giorni. Il 20 ottobre un’altra emittente, Ary Tv, è stata raggiunta dallo stesso provvedimento per aver diffuso “malignità” nei confronti del potere giudiziario.

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