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Reyhaneh non doveva morire. Lettera aperta all’Ambasciatore dell’Iran

 
Reyhaneh Jabbari è stata impiccata per aver difeso il suo corpo dall’assalto di chi voleva stuprarla e la sua dignità dalle pressioni dei familiari dell’ucciso, che pretendevano che ritrattasse, per concederle il perdono che l’avrebbe salvata…
Reyhaneh Jabbari non ha rinnegato né la sua accusa allo stupratore, né la sua dignità di donna.
E per questo, è morta. impiccata con la febbre, a 26 anni, innocente.
Ambasciatore Jahanbakhsh Mozaffar,
siamo sconvolti da tanta ingiustizia e orrore. E ci turba il pensiero che l’uccisione di questa giovane e fiera donna sia avvenuta non per una brutalità di criminali, ma tramite una sentenza di giudici, che non hanno saputo applicare il principio universale della legittima difesa.
Viene il sospetto che un verdetto così iniquo sia stato emesso per dare una lezione di sudditanza a tutte le donne, affinché in caso di tentativo di stupro, non oppongano resistenza al primato dell’uomo. E questo ci indigna e rattrista immensamente.
Con vigilanza umanitaria

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