Nigeria, Muhammadu Buhari è il nuovo presidente
Terrorismo e corruzione sono figli di un sistema economico malato che costringe la maggioranza dei 173 milioni di abitanti a sopravvivere con meno di due dollari al giorno
Terrorismo e corruzione sono figli di un sistema economico malato che costringe la maggioranza dei 173 milioni di abitanti a sopravvivere con meno di due dollari al giorno
Dallo scorso 14 febbraio le televisioni del Kenya non trasmettono più in analogico: per tutti gli utenti è quindi necessaria la migrazione al digitale per poter vedere i programmi…
Se lo spirito della manifestazione di Parigi di domenica 11 gennaio a favore della libertà di stampa è ancora in vita, non possiamo non chiedere la libertà per Greste, Fahmy e Mohammad detenuti ingiustamente da più di un anno
Solo nello scorso novembre si sono contate in Nigeria cinquemila vittime in vari attacchi
La crisi che la Nigeria sta vivendo apre numerosi interrogativi su una situazione drammatica che si sta consumando sotto gli occhi di tutti
Il sequestro delle 276 studentesse in Nigeria da parte dei terroristi islamici di Boko Haram ha una enorme valenza mediatica. Per settimane è rimasto relegato nelle pagine interne dei giornali ed anche in internet non ha trovato adeguato spazio. Era l’ennesima notizia che arrivava da un paese che da almeno 5 anni è spazzato dalla violenza del terrorismo e dove le 1500 vittime registrate solo nei primi 4 mesi di quest’anno non hanno trovato una adeguata collocazione…
L’Africa si riconferma territorio di conquista per gli integralisti islamici che puntano a trasformare il continente nella punta di diamante della guerra santa. A finire nelle loro mani questa volta sono stati tre religiosi: una anziana suora canadese e due preti vicentini, Gianpaolo Marta e Gianantonio Allegri (nella foto) sequestrati nella notte tra venerdì e sabato a Maroua, nel nord del Camerun. Qui sono attivi i terroristi nigeriani di Boko Haram che stanno diffondendo morte e terrore nel loro paese di origine…
ARTICOLO21 (Circolo di Nairobi) – In Somalia chi fa il giornalista rischia la vita. Nel paese più pericoloso del mondo (come è definito all’unanimità dalle cancellerie diplomatiche internazionali) diffondere notizie mette a repentaglio chi lo fa.