Francesco Scalise e Luciano Gallo, rapiti in Libia il 17 gennaio scorso mentre si recavano al lavoro

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Francesco Scalise, 63 anni, sposato con due figlie, è un autista di Pianopoli (provincia di Catanzaro). In passato aveva già lavorato in nord Africa ma negli ultimi tempi era contento perché assunto stabilmente da una società italiana impegnata nei lavori di costruzione stradale nella zona di Derna, nella Libia orientale. Anche Luciano Gallo, 49 anni e tre figli da mantenere, proviene dalla provincia di Catanzaro, precisamente da Feroleto Antico. Guida le ruspe ed è la prima esperienza di lavoro all’estero. Erano partiti ambedue per Derna subito dopo le vacanze di Natale. Ambedue felici di aver dribblato la crisi economica italiana. Una comune storia di emigrazione , proprio come quella che negli anni sessanta aveva già spinto loro padri ad emigrare nel nord Italia ma oggi (per effetto della globalizzazione) le mete ambite sono l’Africa o il Medio Oriente.
Dal 17 gennaio non si hanno loro notizie. Sono stati sequestrati mentre si recavano al lavoro. Armati, con il volto coperto, i rapitori hanno fermato il furgone su cui viaggiavano, costringendoli a salire su un’auto. L’ipotesi più probabile è quella di un sequestro a scopo di ricatto in un’area (la Cirenaica) dove le bande armate si scontrano quotidianamente e dove neanche il governo centrale riesce a proteggere i terminal petroliferi. Lo scorso anno in questa area gli omicidi politici e criminali sono stati più di 120.
L’augurio è che questi due lavoratori che hanno scelto la via dell’emigrazione per avere un lavoro possano tornare al più presto tra i loro cari.


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