Giornalismo sotto attacco in Italia

Sono tre anni senza Andrea Purgatori. Il ricordo di Daria Bonfietti

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Tre anni fa, il 19 luglio 2023, Andrea Purgatori se ne è andato, lasciando un profondo vuoto negli affetti delle persone che gli hanno voluto bene, i familiari in primo luogo, che abbracciamo fortemente, poi nel giornalismo, soprattutto nei giovani che iniziano il mestiere. Sì, Andrea ci manca perché è stato una guida – non uso la parola maestro perché lui non l’avrebbe voluta – ha tracciato una strada nel giornalismo d’inchiesta, quella comune a tutti i grandi cronisti. A noi di Articolo 21 manca perché è stato anche uno dei fondatori della nostra Associazione. Il suo giornalismo ricorda quello americano delle grandi inchieste come il Watergate o il caso Spotlight. Mi piace pensare ad Andrea raccontato da Marco Risi nel Muro di gomma, in alcune foto con il sigaro in bocca invece della sigaretta ricorda il caporedattore Humphrey Bogart in L’ultima minaccia: “E’ la stampa bellezza!”.

Quando tre anni fa se ne andato ho letto su un quotidiano, purtroppo non ricordo chi lo scrisse, una definizione perfetta del suo giornalismo, riferita alle sue inchieste sulla Strage di Ustica: “Andrea non si è fatto fregare. Ha tenuto duro per anni, da solo, cercando prove. Non ha mai mollato”. In questo periodo che il giornalismo è gravemente minacciato, la sua capacità e il suo rigore sarebbero non solo importante ma fondamentale.

Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica ricorda Andrea Purgatori, che da quel tragico giorno, il 27 giugno 1980, quando il DC-9 Itavia, partito da Bologna per Palermo, fu abbattuto e tutte le 81 persone a bordo morirono, gli è sempre rimasta accanto, condividendo le sue inchieste:

“Sono passati tre anni da quando è mancato Andrea Purgatori ma sono rimaste le brucianti domande. Perché? Come faremo senza Purgatori? Perché questa morte inaccettabile tra errori medici e negligenze?

Come faremo giorno per giorno a parlare di Ustica senza la voce di Andrea, senza

la sua preparazione, senza la sua perspicacia e senza il suo mestiere?

Oggi le domande tornano quando c’è ancora tanto bisogno: dobbiamo – penso soprattutto alla sua famiglia, ai suoi più cari – vivere senza il suo affetto e la sua umanità e per tutti noi che crediamo ancora nella verità, a vivere senza la sua “penna intelligente”.

È troppo grande l’impegno per Ustica per riassumerlo… ricordo soltanto i suoi primi articoli, in un silenzio assordante – dovevamo credere al cedimento strutturale -scuotevano la mia coscienza di parente sola.

E’ stato il punto di riferimento di un lungo impegno civile, quando proprio l’opinione pubblica si è risvegliata ed è diventata protagonista.

Per quel periodo sono grata alla stampa tutta ma ho sempre Andrea davanti agli occhi.

E poi il “Muro di gomma” al festival di Venezia… Un film come tanti forse… ma per me la consacrazione di una battaglia… una nuova vita per le vittime.

E poi gli anni di Priore, quando le notizie rimbalzavano tra la Commissione stragi del senatore Gualtieri e le indagini e sempre più l’opinione pubblica capiva la grande menzogna di Ustica.

E tanti anni di amicizia e comprensione. E adesso senza Andrea?

Intanto teniamo forte il suo ricordo, il suo operato, continuiamo a credere nella giustizia e nella verità.

E a Bologna continuiamo a stringerci attorno al Muretto di Andrea – che dovremo in fretta completare – luogo dal quale, per concessione del Corriere della Sera, proprio davanti al Museo per la memoria di Ustica si possono leggere tutti gli articoli di Andrea Purgatori sulla Strage di Ustica”.


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