Sicurezza e remigrazione sono i due temi della campagna elettorale, scelti con lucida malvagità da una destra altrimenti in seria difficoltà. Pronta e velocissima scelta di una traiettoria manipolativa, per cambiare da subito l’agenda politica e mediatica. Né questioni sociali né legge elettorale, nessun cenno ai drammi della sanità. Guerriglia semiologica, nel gergo degli studiosi. Ovvero, due argomenti decisi a tavolino per la consueta distrazione di massa e non solo. E’ cominciato un bombardamento che corre dalle testate vicine al governo, ai telegiornali, ai social. Qui si agisce attraverso il controllo dei dati e dei profili personali, altro che slogan. C’è sicuramente un folto gruppo che se ne sta occupando dalle parti di Palazzo Chigi. Il caso di Mario Roggero, condannato per omicidio volontario non potendosi sostenere in alcun modo la legittima difesa, ci ammonisce: la santificazione pagana di una persona che -i materiali audiovisivi sono nettissimi- ha giustiziato chi era già moribondo é il perno della campagna elettorale. Licenza di uccidere, come è concesso al corpo speciale ICE negli Stati Uniti di Trump. Che dire? Voglia di vomitare, certamente. Ma dobbiamo reagire. Ci si svegli. Sarà la campagna elettorale più dura di sempre, giocata sulla danza mortale tra i corpi. Vannacci detta l’ordine del giorno? E se, invece, girassimo lo sguardo verso la parte di società per bene, accogliente e pacifica che rischia di non avere più voce? Torniamo a prima della civiltà dell’antica Grecia? Mentre si riscopre l’Odissea.
