Giornalismo sotto attacco in Italia

Caso Roggero: operazione distrazione di massa

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Ma qual è il valore di tre vite, e quale quello di un bottino di gioielleria? Due morti e un ferito grave valgono meno dei gioielli che i tre avevano arraffato nell’oreficeria di Mario Roggero a Grinzane Cavour? Evidentemente questa è stata la graduatoria di valori scattata nella mente del gioielliere che, pistola in mano, inseguì i rapinatori in fuga e sparò contro di loro colpendoli inesorabilmente, all’esterno della gioielleria. Come interpretare quella scelta, difesa personale o difesa del patrimonio?

In tre diversi livelli di giudizio, corte d’assise, d’appello e Cassazione, i giudici non hanno avuto dubbi ed hanno condannato Roggero a 14 anni e nove mesi di prigione. Basterebbe rivedere le immagini registrate da una telecamera esterna per capire che quell’azione non aveva nulla di difensivo. Eppure non basta a chi vede dipinti di rosso i magistrati che non hanno accettato una ricostruzione fatta su basi ideologiche non su dati di fatto.

Date queste premesse è scattata l’operazione Nordio che a gran cassa ha fatto annunciare che il suo ministero avrebbe avviato un’istruttoria per concedere la grazia al condannato.

Possibile che un ministro della giustizia non sapesse che la grazia è di competenza esclusiva del Capo dello Stato? Più semplice credere che sia stata una provocazione concordata con i vertici politici del governo. La risposta di Mattarella è stata immediata, mentre la destra compatta ha annunciato che procederà ad una raccolta di firme.

L’odio vero la magistratura, fallita l’operazione referendaria, ora avrà come tema centrale la vicenda Roggero che probabilmente affiancherà o sostituirà l’interminabile Garlasco.

Solo la magistratura? No, il bersaglio ben più grosso è la Costituzione, vista l’approvazione della legge truffa alla Camera e il passaggio al Senato. Sconvolgere l’agenda delle priorità, distrarre i cittadini dal problema vero che è l’attacco alla struttura democratica dello Stato per scatenare Telemeloni e tutti gli alleati informatori su grazia sì, grazia no a Roggero.

Il rischio che si corre è palese. Per questo è urgente che la Rete in difesa della Costituzione e contro la nuova legge elettorale organizzata dal professor Roberto Zaccaria, da tantissimi suoi colleghi costituzionalisti e da decine di associazioni democratiche, tra le quali noi di Articolo 21, predisponga al più presto la documentazione utile da presentare alla Corte Costituzionale per bloccare il subdolo e pericolosissimo attentato al funzionamento democratico dello Stato.

È una legge su cui si compatta un fronte che dalla destra arriva ad esponenti politici alcuni dei quali traditori della storia costruita dai fondatori della politica liberal-democratica in nome della promessa di ottenere comunque uno scranno parlamentare.


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