Donatella Alfonso c’era. Giornalista di lungo corso e attualmente consigliera comunale del PD a Genova, ha scritto un saggio, “G8 2001. I giorni amari di Genova” (edito da AllAround), in cui ripercorre, con testimonianze preziose, aneddoti e riflessioni che arricchiscono il dibattito, una vicenda che ha cambiato per sempre la città di Genova e l’intero Paese.
La intervistiamo in piazza Alimonda, non lontano dal cippo che ricorda Carlo Giuliani, vicino al punto in cui si trovava il Defender dei Carabinieri con dentro Placanica e Raffone, gli agenti da cui sono partiti gli spari che hanno colpito a morte il giovane manifestante (non è ben chiaro chi dei due abbia sparato né se Carlo sia stato assassinato dai colpi di pistola, dal passaggio sul suo corpo del Defender o, ipotesi più probabile, dai colpi infertigli con un sasso trovato insanguinato accanto al suo corpo).
Parla a cuore aperto e a tutto campo: del G8, delle sue conseguenze, di come quella tragedia ci abbia cambiato per sempre, del ruolo dell’informazione (basti citare un nome: Roberto Morrione, allepoca direttore di Rai News 24), degli errori commessi, delle speranze che restano e di ciò che, invece, è andato perduto per sempre. Non la voglia di raccontare, di vivere e di scrivere, per fortuna. Ci crediamo ancora e, come Articolo 21, saremo in piazza: al corteo per le vie della città domenica 19, in piazza Alimonda lunedì 20 e alla fiaccolata verso la Diaz martedì 21. Com’è giusto che sia.
