È arrivato il 4 luglio delle incompatibilità: Lampedusa, Washington, Tehran. Il mio ovviamente è quello che si celebra a Lampedusa e che ora spero che Leone renda Giornata Mondiale della Fratellanza e dell’Interculturalità.
Il 4 luglio di chi sceglie Lampedusa si qualifica come giornata di chi non vive con la testa rivolta all’indietro, alla nostalgia. La frase di questo 4 luglio per me l’ha detta Francesco: “I tempi fanno quello che devono fare, cambiano. E i cristiani cambiano con loro, fedeli al Vangelo, ma seguendo i segni dei tempi”.
E oggi i tempi ci dicono che è l’ora di vedere il grande disegno suprematista di tutti i grandi leader del mondo, da Trump a Putin a Khamenei a Netanyahu a Modi ( all’eterno Xi) ai nostri piccoletti. È ora di unirsi per respingere il loro progetto basato si opposti fondamentalismi, o tradizioni, e vedere che questo è il tempo dell’incontro tra diversi che si rispettano nelle loro diversità. Lo dice benissimo Leone XIV spiegandoci che il disastro di Babele non è lo sparpagliamento ma il tentativo di uniformarci, il pensiero unico.
Le religioni invece si possono capire tutte perchè sono le tante lingue di Dio; siamo tutti figli di Dio, non ce n’è più vero dell’altro, ma uno solo per tutti, come ha detto Francesco incontrando i giovani a Singapore. Di democrazia invece non ce n’è solo una, non ci sono baionette per esportarla senza insanguinarla.
