Giornalismo sotto attacco in Italia

Patria e famiglia diventa (anche) una canale Rai. L’emittente pubblica sovranista tutta sagre e dell’Italia

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La Rai lancia “Italiana”, il nuovo canale 57 del digitale terrestre. Una rete dichiaratamente sovranista che supera le pur abbondanti iniezioni di sagre, servizi sui borghi rurali e a picco sul mare, feste popolari e bande della domenica. Il target è preciso: identitàorgoglioradici e il film dell’Italia bella e brave di santi, cuochi e marinai. Il nuovo canale è stato presentato ad Ancona insieme ai palinsesti Rai dall’ad Giampaolo Rossi: “Italiana – dice – nasce con l’obiettivo di raccontare l’Italia reale nelle sue dimensioni territoriali, culturali e produttive, sviluppando una narrazione identitaria e allo stesso tempo moderna, capace di valorizzare un patrimonio unico e di renderlo fruibile in forma crossmediale. Siamo i primi in Europa nel racconto del territorio e questo nuovo canale esalterà la straordinaria ricchezza del nostro Paese con una proposta distintiva e fortemente riconoscibile”. Per la realizzazione si farà affidamento “alle risorse audiovisive già presenti e ai volti interni Rai”.
“Mancava solo il canale sovranista per certificare fino in fondo lo scempio che questa destra ha compiuto ai danni del servizio pubblico radiotelevisivo. La Rai non nasce per rafforzare il consenso di chi governa, ma per garantire pluralismo, indipendenza e informazione al servizio di tutti i cittadini. Invece, mentre Giorgia Meloni perde consenso, la risposta è trasformare sempre di più la televisione pubblica in uno strumento di propaganda. E ora arriva perfino un canale identitario, apertamente sovranista. È una scelta che tradisce la missione stessa del servizio pubblico. – dice l’europarlamentare del Pd Sandro Ruotolo – Se potessero vedere tutto questo, si rivolterebbero nelle loro tombe le grandi figure che hanno costruito la credibilità della Rai: Sergio Zavoli, Enzo Biagi e tanti altri professionisti che hanno fatto della televisione pubblica un presidio di democrazia, autonomia e libertà. La Rai dovrebbe unire il Paese, non diventare la televisione del governo di turno. È questo il punto. Ed è per questo che continueremo a batterci perché torni a essere il servizio pubblico previsto dalla Costituzione e non la megafono della maggioranza”.


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