Emfa, la grande incompiuta

L’appello di Articolo21 per il Nobel per la Pace per i bambini di Gaza: non oscurate la verità!

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Gaza, quel che vi succede ancora nonostante il funambolico Board of Peace, non è andata in ferie questo agosto come notizia. Molti ci puntavano, anche per oscurare l’annessione di fatto della Cisgiordania a opera di IDF e coloni, che lo stesso ambasciatore americano ha dovuto definire “terroristi” che il governo di Tel Aviv dovrebbe fermare, magari per portare avanti il lavoro in modo più vendibile all’opinione pubblica internazionale. Se così non è successo, è merito dell’appello su Avvenire di un filosofo, Eugenio Mazzarella, che ha proposto di dare il Nobel per la pace mancata, di cui sono morti – anche quest’anno i trecento che non dovevano morire in trecento giorni, perché c’era la “pace” sorvegliata dal Board of Peace – ai bambini di Gaza. Un Nobel che non ha alcuna parzialità, che non esclude per le motivazioni con cui viene proposto, nessun bambino ucciso dalle guerre, cioè dalla pace mancata. A cominciare dai bambini israeliani trucidati nell’orrore del 7 ottobre, perché anche quegli innocenti sono morti per la pace che da ottant’anni la Palestina martoriata non riesce a vedere realtà. Un appello che si è trasformato in petizione spontanea dal basso con ad oggi oltre 17.000 adesioni sulle pagine di Avvenire, non solo dall’Italia. Ancorché l’appello per la sua stessa natura si rivolga alla coscienza individuale di chi si riconosce nelle sue ragioni, ha visto la pressoché immediata adesione di tutti i leader dell’opposizione, e anche di qualche esponente della destra italiana, di sindaci, di istituzioni, di associazioni. Di per sé, lo si condivida o no, una notizia di prima grandezza per la risonanza che ha avuto nella pubblica opinione e nel quadro politico nazionale. Ora che è accaduto? Che oltre su Avvenire, ovviamente, la notizia ha avuto evidenza su Il Fatto quotidiano e su testate di destra impegnate, più che a darne conto, a delegittimarla con argomentazioni faziose, pretestuose, diffamatorie ed in alcuni casi con toni persino intimidatori. È tuttavia questa faziosità, questo rigetto a priori del merito e del senso della proposta del Nobel ai bambini di Gaza, all’infanzia in guerra da decenni derubricata con le loro madri a “danno collaterale” delle guerre, è preferibile al silenzio stampa, all’intenzionale bucare la notizia della grande e piccola stampa italiana di opinione, formalmente non allineata a questa o quella parte politica. Il Corriere della sera si è limitato a un trafiletto che dava conto dell’adesione di un autorevole esponente politico, poi più nulla. Repubblica, Stampa, e a seguire altre testate hanno ritenuto e ritengono finora non una notizia la notizia, troppo scomoda da trattare, perché se trattata imporrebbe una qualche presa di posizione magari di questa o quella “grande firma”, forse difficile da trovare per non esporsi all’impopolarità presso i loro stessi lettori. Aspettiamo non fiduciosi che i grandi giornali facciano ascoltare in consenso o in dissenso la loro voce, e non si nascondano nel silenzio stampa delle occasioni mancate di fare il proprio dovere.

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