Emfa, la grande incompiuta

Marzabotto, per non dimenticare la strage nazifascista da cui è nata la Costituzione

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82° anniversario della strage nazifascista di Marzabotto e dei luoghi attorno a Monte Sole avvenuta tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 quando i reparti della 16° Divisione Corazzata SS Reichsfuhrer agli ordini del maggiore Walter Reder con la complicità di reparti fascisti hanno trucidato 770 innocenti, la maggior parte bambini, donne e anziani, con Grizzana Morandi, Monzuno, Camugnano e altri piccoli paesi della provincia di Bologna, il numero delle vittime salgono a 1830.
Ancora una volta le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ci illuminano la strada da seguire perché “la memoria è dovere più che mai imprescindibile ora che la guerra è ricomparsa anche nel nostro continente e nuove volontà di potenza alimentano mire neo imperiali”. Ciò che è accaduto 82 anni fa nella nostra terra, Marzabotto dal 1949 è Medaglia d’Oro al Valor Militare, sta ripetendosi in particolare contro la popolazione di Gaza, un vero e proprio genocidio.  

“La storia ci ha dato prova che la civiltà di pace si sorregge sulla democrazia, la partecipazione, la cultura della solidarietà, la giustizia. Sono i cardini della nostra Costituzione, che è nata a Marzabotto e negli altri luoghi dove la dignità dell’uomo è stata offesa, è nata dove il dolore è stato indicibile e ora vive grazie alle donne, agli uomini, alle nostre comunità, capaci di generare speranza”, conclude il presidente Mattarella nel messaggio inviato a Marzabotto.

Quando vediamo marciare nelle nostre città giovani e meno giovani in camicia nera, quando il presidente del Senato, la seconda carica dello Stato, definisce l’attentato di via Rasella una pagina “tutt’altro che nobile della lotta partigiana”, sostenendo che l’attacco avesse colpito una banda musicale di semi-pensionati bisogna leggere gli ultimi libri di Paolo Berizzi sulla storia di CasaPoud e Forza Nuova per capire la ragione perché il presidente della Repubblica tutti gli anni, non solo in occasione dell’anniversario della strage di Marzabotto, cito Sant’Anna di Stazzema 560 vittime, l’eccidio delle Fosse Ardeatine, 335, l’eccidio di Lippa di Elsane 269, furono 5600 episodi con oltre 23600 vittime innocenti tra marzo 1943 e maggio 1945, ci sollecita a non dimenticare. In tutte questi tragici momenti della storia dell’Italia i nazisti tedeschi furono sempre accompagnati, o meglio indirizzati da fascisti italiani, non sempre in camicia nera spesso vestiti da soldati tedeschi per non farsi riconoscere.
Da questi fatti e dalla lotta di liberazione è nata la nostra Costituzione che in particolare in questi ultimi anni non sempre è stata rispettata: il referendum voluto dal Governo sulla riforma della giustizia e della magistratura, la riforma elettorale, i tanti, troppi tentativi di imbavagliare la libera informazione.E’ in atto, dalla destra che governa, la volontà di riscrivere la storia, per questo è fondamentale il monito del presidente Mattarella di “non dimenticare di non perdere la memoria”. Quella di Marzabotto è stata la più grave strage di civili compiuta dai nazifascisti in Europa Occidentale. Fino a qualche anno fa si diceva “credere nella speranza perché certi fatti non accadano mai più”, oggi dobbiamo dire “crede nella speranza che le guerre finiscano per sempre”.

 


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