Tra la sera del 28 e l’alba del 29 settembre le forze di sicurezza egiziane hanno fatto irruzione nelle abitazioni dei giornalisti Mohamed Ashraf Abu Emeira e Abdallah Qadry, traendoli in arresto. Ore dopo è toccato a Islam Barakat, Omar Helal, Mohamed Mahmoud e Mohamed Adel. L’operazione si è svolta nel giro di neanche 24 ore in diverse città dell’Egitto.
I sei giornalisti costituivano l’intera redazione di Matsadaash, un portale indipendente d’inchiesta fondato nel 2018 e che per cinque anni aveva operato senza subire azioni repressive costruendosi una solida reputazione. Nel 2023 il portale era stato oggetto di una campagna diffamatoria e il direttore dell’epoca, Karim Asaad, era stato arrestato, trattenuto per 48 ore e costretto a cancellare una serie di contenuti.
Durante le irruzioni i funzionari della sicurezza, privi di un mandato d’arresto, hanno sequestrato telefoni e computer dei giornalisti e di loro familiari. Non si hanno informazioni sul luogo di detenzione mentre solo 48 ore dopo si è appreso che i sei giornalisti sono accusati di “terrorismo” per aver promosso le attività della Fratellanza musulmana.
Settanta organizzazioni per i diritti umani, egiziane e internazionali, hanno lanciato l’allarme sui sei giornalisti arrestati e chiesto la loro immediata scarcerazione.
