Il tema della migrazione e del ritorno vissuti sulla propria pelle in un libro che è insieme memoria famigliare, documento storico, racconto letterario: “Non volevo essere siciliano”, la nuova opera di Diego Mormorio.
Il libro sarà presentato ufficialmente venerdì 9 ottobre alle ore 18,00, alla Libreria Feltrinelli di Torre Argentina 5 a Roma.
Questa storia comincia in un luogo quasi selvatico, lontano dai segni della modernità, dove un improbabile viaggiatore sarebbe forse rimasto affascinato dalla natura e dal modo di vivere estremamente semplice della popolazione, che da parte sua sognava di uscire dalla miseria affrontando un lungo viaggio per mare per raggiungere una terra, l’America, senza sapere esattamente dove fosse, né cosa fosse. Incidentalmente è ancheuna storia di lotte sindacali, di morti, di un destino famigliare e della terribile delusione di un ragazzino che, condotto dai genitori nella loro terra d’origine, scopre un mondo ancora senza strade asfaltate, senza corrente elettrica, senza auto, senza acqua corrente e, soprattutto, senza cartoni animati. Di questo libro, l’autore dice: “Ho voluto raccontare la campagna dove sono cresciuto, la cultura contadina, alla quale ancora mi sento indissolubilmente legato, e il suo incontro con la realtà sociopolitica venezuelana degli anni Cinquanta”.
Non si tratta di un libro di memorie personali, ma di un vero e proprio documento storico, scritto con un accento letterario. Con il tema del ritorno in patria delle famiglie emigrate visto da un ragazzino che rimpiange Caracas, dove è nato e dove vuole tornare, Diego Mormorio conferma tutto il suo interesse per la Sicilia e il mondo, e una mirabile abilità narrativa capace di intrecciare storia, cultura, politica, sguardo sul paesaggio. Il libro rappresenta l’ultima testimonianza di chi negli anni Quaranta e Cinquanta ha lasciato la propria terra per cercare fortuna e racconta l’esperienza della migrazione e del ritorno vissuti sulla propria pelle.
Diego Mormorio è nato a Caracas da genitori siciliani, vive a Roma e a Marsala. Storico, critico della fotografia e saggista, si occupa in maniera originale dei rapporti tra la fotografia e la cultura filosofica e letteraria. Ha insegnato Storia della fotografia nelle accademie di Bologna, Napoli e Roma. Ha curato numerose mostre ed è autore di molti libri, tra i quali: Un’altra lontananza. L’Occidente e il rifugio della fotografia(Sellerio, 1997), Meditazione e fotografia. Vedendo e ascoltando passare l’attimo (Contrasto, 2008), Catturare il tempo. Lentezza e rapidità nella fotografia (Postcart, 2016), Storia essenziale della fotografia (Postcart, 2017), Fotografia e pensiero fotografico (Mimesis, 2019). Ha curato Sulla fotografia di Leonardo Sciascia (Mimesis, 2021).Con Avagliano ha pubblicato il libro Di cose, fatti e animali siciliani(2024).
