Mentre l’Italia balbetta davanti al dittatore amico e finge di non sapere che almeno i soldi dei risarcimenti possono e debbono essere chiesti subito, il regime ha fatto arrestare sei cronisti del sito Matsaddash, specializzato nella denuncia dei diritti violati e nella verifica delle bugie diffuse da Al Sisi e dai suoi scherani. Alziamo la voce subito, chiediamo la loro scarcerazione, diamo loro voce. Ogni giorno provvedimenti simili colpiscono Giulio e Giulie di Egitto.
Del resto l’Egitto non ha rispetto alcuno dei trattati e delle convenzioni in materia di diritti, libertà e dignità.
Di fonte a costoro l’Italia della Meloni tace, obbedisce, non vuole disturbare l’Eni, socio di maggioranza del governo. A ridicolizzarla, dopo le note della famiglia Regeni e della loro legale, Alessandra Ballerini, si é aggiunta, su Repubblica, la voce della professoressa Marina Castellaneta, una delle più autorevoli studiose della materia, che ha spiegato perché l’Italia può e deve reclamare subito gli indennizzi stabiliti dalla corte che ha condannato gli ufficiali amici del dittatore. Il governo lo sa, ma evidentemente non può e non vuole farlo.
Questi la voce la alzano solo contro i poveri, i migranti, i diversi. Per il resto capo chino e sempre in ginocchio davanti ai Trump, ai Netanyahu, agli Al Sisi.
Altro che prima gli italiani.
