Emfa, la grande incompiuta

Escapismo miliardario: la fine del mondo a porte chiuse

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Un gruppo di miliardari dell’IT sta costruendo un’infrastruttura autosufficiente in un ranch isolato in Argentina, in previsione di una guerra nucleare o di una catastrofe globale. Nel progetto sono già stati investiti quasi 10 milioni di dollari.
Il Financial Times racconta che nella provincia di Mendoza, ai piedi delle Ande, l’imprenditore argentino-spagnolo Martin Varsavsky sta sviluppando, insieme a cinque soci facoltosi, tra cui il miliardario Dan Lubetzki e l’ambasciatore argentino negli Stati Uniti Alec Oxenford, un ranch di 32.000 ettari pensato come possibile rifugio in caso di guerra su larga scala. Il progetto punta all’indipendenza totale sul fronte idrico ed energetico, e prevede di precaricare grandi modelli linguistici (AI) su computer alimentati a energia solare, per garantire l’accesso a strumenti digitali anche se l’infrastruttura globale dei server dovesse smettere di funzionare.

Anche Peter Thiel ha acquistato casa a Buenos Aires. Il governo di Javier Milei, con il Decreto 524/2025, ha introdotto un meccanismo che permette agli stranieri con “investimenti significativi” di richiedere la cittadinanza argentina: un segnale dell’interesse crescente dell’élite tecnologica globale verso il Paese, considerato una possibile “polizza assicurativa” in caso di crisi mondiale derivata da guerre o catastrofi ambientali.

Per circa un decennio, la Nuova Zelanda è stata la meta feticcio dei “sopravvissuti” della Silicon Valley: lontana dalle potenze nucleari, poco popolata, politicamente stabile e capace di produrre più energia e cibo di quanto richieda la sua popolazione. Thiel ottenne la cittadinanza neozelandese nel 2011 e, nel 2015, acquistò 193 ettari sulle rive del lago Wānaka, nell’Isola del Sud, per 13,5 milioni di dollari. Lì progettò un complesso con un’area privata, un lodge per gli ospiti e uno spazio per la meditazione. Nel 2022, però, le autorità negarono l’autorizzazione, per l’impatto eccessivo su un’area di particolare pregio paesaggistico.
Forse anche per questo Thiel si è poi orientato verso l’Argentina, dove ha trasferito temporaneamente la famiglia, nel contesto delle politiche del governo Milei per attrarre grandi patrimoni stranieri. Secondo Varsavsky, i due avrebbero discusso del futuro del Paese e concluso che l’Argentina sarebbe tra i luoghi migliori dove trovarsi in caso di una Terza guerra mondiale anche se, sottolinea lo stesso Varsavsky, le loro decisioni di investimento non sarebbero state coordinate.

A Kauai, alle Hawaii, Mark Zuckerberg ha costruito Koolau Ranch, un enorme complesso che un’inchiesta di Wired ha ricostruito attraverso permessi edilizi, documenti pubblici e testimonianze delle persone coinvolte nei lavori.

I ricchi hanno una fiducia cieca nella tecnologia che salverà il mondo, naturalmente il loro mondo. Lavorano per preservare la propria vita, non quella della Terra e dei suoi abitanti; in qualche modo, se la caveranno. Sono “visionari” come Elon Musk, che vede in altri pianeti la soluzione ai disastri prodotti dai suoi stessi simili.

Douglas Rushkoff, teorico dei media e docente al Queens College di New York, ha pubblicato nel 2022 un libro fondamentale su questo tema: Solo i più ricchi. Come i tecno-miliardari scamperanno alla catastrofe lasciandoci qui.

Il libro analizza l'”escapismo”,  dall’inglese to escape, nato come corrente artistica del Romanticismo, ma oggi reinterpretato come un nichilismo estetizzante, ispirato al gotico romantico e alla fantascienza degli anni Sessanta. Rushkoff lo descrive come un’ideologia usata da figure come Jeff Bezos ed Elon Musk (entrambi impegnati nell’industria spaziale e nella colonizzazione di Marte) per rispondere alla “depressione di massa” da sovraconsumo digitale.

L’escapismo dei “sopravviventi” che attendono la fine del mondo diventa così l’arma ideologica della rivoluzione neoliberale conservatrice su cui si fonda il consenso della Silicon Valley: fuggire nello spazio, in un bunker, su Marte sembra più facile che immaginare di trasformare i rapporti di forza esistenti. È più facile sognare un viaggio interstellare che distruggere il capitalismo.

Mentre l’élite prepara la fuga, ai piani bassi della società si apparecchia il terreno per il conflitto voluto dalle istituzioni europee, che vorrebbero i nostri giovani pronti e arruolati.

La Germania, dopo il flop del nuovo sistema di reclutamento volontario, appena 530 arruolamenti a fronte dei 20.000 previsti entro la fine dell’anno, sta tornando a discutere di coscrizione obbligatoria. Berlino dovrà decidere entro il luglio 2027 se il volontariato sarà sufficiente a colmare i ranghi della Bundeswehr. Il governo italiano ha pianificato una spesa aggiuntiva di 22 miliardi di euro (pari allo 0,9% del PIL) destinata alla Difesa e al riarmo nel prossimo triennio, sfruttando la flessibilità e le clausole concesse a livello europeo.

Per un singolare paradosso, uno studio di Triodos Bank, istituto di credito olandese specializzato nel finanziamento di progetti sostenibili, stima che le ondate di calore dell’estate 2026 presenteranno all’Italia un conto altrettanto salato: circa 22 miliardi di euro. Se non ci ammazza la guerra, sarà il caldo a farlo.

Torna prepotente, in questo scenario, la teoria di Elon Musk per cui l’empatia ‘suicida’ distrugge la nostra civiltà: effettivamente provarla ci renderebbe più umani, e gli umani, ai ricchi, non piacciono, potrebbero unirsi e mandare a monte i loro progetti. Per questo i social vengono riempiti di bot, dalla Russia agli Stati Uniti, che mirano a corrodere l’empatia collettiva. Il guaio è che ci stanno riuscendo.

La speranza è una fine come quella immaginata dal film Don’t Look Up: moriremo noi, ma moriranno anche loro.


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