“Valutiamo con grande preoccupazione il disegno di legge di riforma della Rai in approvazione alla Commissione ottava del Senato. Una riforma che, così come formulata, non rispetta i principi dell’European Media Freedom Act, né sul fronte delle risorse per il servizio pubblico, né su quello dell’autonomia dal governo di turno”. Lo dichiarano i consiglieri di amministrazione Alessandro di Majo, Davide Di Pietro, Roberto Natale.
“Il testo riapre alla possibilità di una “eventuale variazione negativa” del canone Rai, che è di gran lunga il più basso tra i principali servizi pubblici europei e sul quale si continua a fare demagogia elettorale. Anche se la proposta è condizionata al reperimento di “altre forme compensative di finanziamento pubblico”, è evidente il rischio che la Rai rimanga esposta, di anno in anno, alla discrezionalità politica
di Palazzo Chigi e alle esigenze del bilancio statale. Non meno pericolose per l’autonomia – continuano i tre consiglieri – sono le norme sulla governance, che concentrano il controllo nelle mani della maggioranza politica pro-tempore. Anche se formalmente non sarà più il Governo a scegliere l’amministratore delegato, all’esecutivo è garantito di fatto il pieno controllo del Consiglio di Amministrazione: come conferma anche la modifica delle modalità di ratifica del Presidente della Rai da parte della Commissione parlamentare di Vigilanza, che dalla terza votazione in poi avverrebbe a maggioranza semplice. Se andrà in porto in questi termini, la legge avrà l’effetto di esasperare ulteriormente le tensioni politiche sulla Rai, per di più nei mesi della campagna elettorale. Il servizio pubblico ha invece bisogno, all’opposto, di una riforma condivisa, che sottragga la Rai allo scontro continuo tra le curve. Facciamo appello a tutte le forze politiche affinché le settimane che ancora mancano ai voti decisivi siano utilizzate per riavviare il dialogo”.
